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Ho sempre avuto il sospetto che l'amicizia venga sopravvalutata. come gli studi universitari, la morte o avere il cazzo lungo. noi esseri umani esaltiamo i luoghi comuni per sfuggire alla scarsa originalità della nostra vita. (Trueba)

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Correre imparando a correre

“Non voglio morire, solo per il fatto che ogni giorno ne imparo una nuova !” lo ripeteva la mia nonna ed è proprio vero!!! Anche se non sempre si imparano cose piacevoli. Lunedì, ad esempio, durante la mia corsa mattutina, ho imparato che se non fai stretching prima di correre e dopo, ti si infiamma la parte esterna di un osso della gamba e ti fa un male cane. Ho chiesto a Babbo Google e mi ha spiegato cosa fare e da cosa è provocato il dolore, babbeo Google, il simpaticone, ha sottolineato e evidenziato che propabilmente il dolore nasconde anche la necessità di perdere peso. Ecco, fatti i cazzi tua! Limitati a dare indicazioni richieste, non ti allargare. Altra cosa che ho imparato, sempre nella stessa mattinata, sempre durante la stessa corsa, è che la gente che cammina davanti a me, quelli che mi accingo a superare, si girano perché avvertono realmente la mia presenza e con tutti i sensi… inizialmente pensavo si sentisse l’odore della fatica ma essendomisi scaricate le cuffie, ho potuto sentire quanto rantolo e quanto sia pesante il mio passo. Così mi sono messa a guardare quelli più esperti e ho notato che loro tirano bene su le ginocchia e che il tallone va quasi a toccare il sedere: ho provato a fare lo stesso ma sono intrampolata e manca poco cado. Con il tempo spero di migliorare lo stile. Per ora mi godo i miei piccoli progressi e il mare così bello di mattina.

Corriamoci sù!

Diciamo che la serata non è andata come immaginavo, le persone riescono sempre a cadere un po’ più in giù quindi stamani ore 8.20 ero già sul lungomare a correre. Sono andata anche più veloce del solito. Sempre con la mia eleganza e le gote tendenti al porpora in fase finale.

L’elegantona.


Eleganza. Quanto vorrei che questo aggettivo qualificasse anche una minima parte del mio vivere! Vorrei concludere ogni discussione con il naso un po’ arricciato e una lieve scossa di spalle. Invece, ogni volta finisco per essere l’Elegantone (cit. Lo Chiamavano Trinità).
La routine mattutina prevede: sveglia alle 6.30, colazione, accompagnare le twins a scuola, portare fuori Lilli, corsa e poi tutto il resto. Salvo rare eccezioni, il ciclo è pressoché perpetuo. Solitamente mi vesto subito da running, anche per evitare scuse dell’ultimo minuto, quindi quando scendo con Lilly, sono in tenuta tattica. Tra i vari pensionati/pescatori che mi aspettano, uno di questi è sempre curioso: mi sbombola di domande; a volte gli do spago, a volte mi rompe solo le palle. Comunque, tornando a questa mattina, mi vede e fa “ohhh bellina che fai corri stamani? E fin dove arrivi?!” e qui il mio cervello non so di preciso che giri abbia fatto, mi sono sentita rispondere “Ah io parto e finché non sento parlare in francese non mi rigiro!”. Avrei pagato oro per farvi vedere la sua faccia! Biascica qualcosa e ribatte “ma te che lavoro fai?!?” e qui sono crollata, non ne potevo più, l’ho guardato e gli ho chiesto:
“Ti ho spiazzato eh?! Dove mi vedresti bene? Non riesci a classificarmi, vero?”
L’ho lasciato lì, così, fermo, con la canna in mano a fissare il vuoto; meno male che il galleggiante si è mosso quasi subito e l’ha distratto, sennò il salmastro lo avrebbe fatto diventare di sale. Forse anche io però, esagero, in effetti spiazzo un po’ con il mio stile da elegantona. Allego foto. Con il pescatore/pensionato siamo rimasti d’accordo che ogni mattina mi dice un mestiere e quando indovina, lo porto a mangiare un 5&5 da Gagarin.

E chi mi ferma più…

Parliamo del film. Prima, però, concedetemi una breve ma fondamentale premessa.
Era finita l’estate da poco, diciamo fine ottobre, passato da poco il compleanno dei 41, iniziate le giornate uggiose e urgeva un rapido bilancio psicofisico per capire come sarebbero andati i vent’anni successivi. Mi sono sempre promessa un check up ventannale, senza furie, per dare tempo alle gioie di evolversi e al karma di calmarsi. Detto ciò, fine ottobre, primi di novembre del 2019 ho dovuto constatare che ho trascurato un po’ troppo il fisico, ma pazienza dicevo, mentre la mia mente sussurrava “pazienza una sega!” Ho iniziato con massaggi e trattamenti paraculo su groupon; su 10 che ne ho acquistati, al settimo ho deciso che mi ero fatta prendere per il culo a sufficienza e ho lasciato il centro estetico con tutte le estetiste/medico/personal trainer /avvocatesse e sticazziste. Quindi ho iniziato la palestra, spinta sopratutto da un marito non solum sportivo, sed etiam super competitivo. Non essendo né sportiva, né competitiva, ma anzi, un po’ sociopatica, sono durata due mesi. C’è poco da fare, non riesco (o non voglio, secondo i posteri) a socializzare e allenarmi con impegno, per di più in un ambiente dove tutte sono esaltate, appartengono all’aristocrazia e mi fanno scattare subito il sarcasmo che sfocia in razzismo verso la cosiddetta “bella gente”. Durante il secondo mese di questa gioiosa attività fisica, in una di quelle sere dove vuoi guardare un film con in mano un fazzoletto, decido tra le millemila offerte di Netflix, o era Amazon prime, non ricordo, decido di guardare questo benedetto

“Brittany non si ferma più “. Un’americanata pazzesca, dove la protagonista, parecchio sovrappeso, dedita a droghe ed alcool, non appena realizza che la causa di tutti i suoi guai non è altro che lei, decide di iniziare dal ripristinare la salute sia psichica, eliminando le persone nocive (quelle che ci sono solo quando loro hanno bisogno di te), che fisica, abbinando ad una salutare alimentazione, della sana attività fisica. Inizia a correre, conosce gente nuova, si sente meglio e si pone come obiettivo, quello di correre la maratona di NY. Dopo due anni ci riesce!! Fin qui niente di che. Quello che mi era sfuggito è che fosse una storia vera, c’erano le immagini della vera Brittany che correva ecc… Non so cosa mi abbia fatto scattare dentro, ma giuro, dal giorno dopo ho scaricato un app, “correre per dimagrire” e ho iniziato ad alternare la corsa alla palestra. Ho iniziato gradualmente, anche perché non ho mai corso, sono passata dal “se mi vedete correre scappate pure voi perché è successo qualcosa” al “vieni a correre con me?”
Con l’anno nuovo ho abbandonato la palestra e quasi ogni giorni mi faccio 5 km. Delusi?!? Lo avevo detto che il film era stupido, con me ha funzionato forse perché anche io sono stupida?!?
A presto

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