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Ho sempre avuto il sospetto che l'amicizia venga sopravvalutata. come gli studi universitari, la morte o avere il cazzo lungo. noi esseri umani esaltiamo i luoghi comuni per sfuggire alla scarsa originalità della nostra vita. (Trueba)

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Celiachia

Ars coquinaria precocis. Dado vegetale.

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All’insegna del “però è buono!”, mi sono decisa a condividere le mie ricette culinarie che devono tener conto di vari fattori:
1. Senza glutine;
2. Poche calorie (per la simpatica fase di prediabete in cui si trova Agonia)
3. Frutta e verdura di stagione, a km zero e se possibile, bio
4. Breve tempo di preparazione, perché trovo sempre qualcosa di meglio da fare.
Nella vita di tutti i giorni se non avessi le mie amiche a sostenermi sarei una donna distrutta. Loro mi aiutano, mi proteggono, quindi prima di andare oltre devo un grazie di cuore a Lavatrice e lavastoviglie.
In cucina invece, ho da poco scoperto un amico che si sta trasformando in qualcosa di più. Possiede tutti i requisiti che cerco: è naturale, veloce, dà sapore, insomma, rende tutto più interessante. Lui è il mio dado vegetale, fatto con le mie manine. Per prepararlo non bastano 30 secondi, ma il fatto che con lui riesco a rendere saporite anche le suole delle scarpe, non ha prezzo.
Innanzitutto come sempre è necessario avere ingredienti di prima qualità quindi procuratevi: sedano, carote, cipolle, porri, zucca, zucchine, prezzemolo, basilico, aglio, pomodorini. La parte noiosa è pulire tutto, poi bisogna fare a pezzetti le verdure e metterle in padella con un po’ d’olio. Quando cominciano a dorare, unire un etto di sale per ogni chilo di verdure. Lasciare asciugare a fuoco moderato e quando la melma inizia ad attaccarsi alla padella, è il momento di toglierla, metterla in una ciootola e frullare con il minipimer.
È necessario rimettere tutto in padella a fuoco moderato per far ritirare bene bene. Una volta che il composto è bene disidratato, è il momento di farlo freddare (io lo stendo su di un foglio di carta stagnola). Appena freddo lo metto in freezer e al bisogno ne prendo un pezzo.
Una sola parola favoloso!!!!
Foto di Nicoletta Arduini (https://www.instagram.com/nikovero7007/)

Ars coquinaria precocis.

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All’insegna del “però è buono!”, mi sono decisa a condividere le mie ricette culinarie che devono tener conto di vari fattori:
1. Senza glutine;
2. Poche calorie (per la simpatica fase di prediabete in cui si trova Agonia)
3. Frutta e verdura di stagione, a km zero e se possibile, bio
4. Breve tempo di preparazione, perché trovo sempre qualcosa di meglio da fare.
Detto questo inizierei con l’ultima scoperta fatta che non ha tutti i requisiti richiesti, ma possiede il più importante: si prepara in 30 secondi!
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MAIONESE BIO IN 30 SECONDI
Ingredienti:
1 Uovo biologico
200 ml Olio di semi di girasole
Due cucchiai di limone bio
Due pizzichi di Sale (io uso quello rosa dell’Himalaya)
Preparazione:
Cosa importante è che sia l’uovo che l’olio siano freddi di frigorifero.
Si mettono in un contenitore nell’ordine: l’uovo, l’olio, il sale e i due cucchiai di limone. A questo punto si immerge il minipimer e per dieci secondi si tiene acceso alla massima potenza fermo sul fondo. Trascorsi questi lunghissimi attimi si può iniziare a muoverlo dal basso verso l’alto per altri venti secondi. A questo punto il tempo che impiego per cucinare si sta esaurendo, quindi la maionese è pronta!
Altra cosa da non sottovalutare è che l’intero procedimento può essere effettuato dentro un barattolo di vetro della Bormioli, così una volta fatto si chiude con il tappo e si mette in frigo.
Massimo risultato col minimo sforzo.

 

 

Foto di Nicoletta Arduini (https://www.instagram.com/nikovero7007/)

West and Girls

Londra è sempre fantastica, anche se hai tre scimmie urlanti attaccate ai, diciamo, polpacci. Pena e Panico sono state meno devastanti di Agonia, prevedo infatti che sia stato l’ultimo viaggio insieme a noi. La cosa veramente sconvolgente è che si trova Gluten free ovunque. A Portobello Road c’è una catena, Hummingbird, che sforna dei cupcakes senza glutine, tutti decorati, in svariati gusti, che sono la fine del mondo. Quando Agonia ha chiesto se avessero dei cupcakes senza glutine e si è sentita dire “tutti”, le è salito un nodo alla gola che le ha fatto dimenticare l’inglese, ma non le buone maniere e ha risposto con un maccheronico “Graz”. Honest Burger è un altro locale dove alla solita domanda “avete qualcosa gluten free?” ti senti rispondere “tutto”e lí inizi a piangere e pensi a quella volta che in Italia hai fatto la stessa domanda in un ristorante e il cameriere ti ha risposto ” faccio fare un po di pasta in bianco?”. Un altro locale che merita di essere citato è Zizzi; noi abbiamo provato The Strand (zona centrale, vicino a Trafalgar Square). Da fuori non sembra un granchè, ma non appena si entra e si scende, è molto carino; sono stati molto scrupolosi: hanno un menù con tutti gli allergeni presenti nei vari cibi ed anche una serie di giochi da far fare ai bambini con tanto di pastelli a cera. Quindi il grande problema di cosa potranno mangiare le bimbe era solo nella mia testa. L’ostello il Clink78 è stato una vera e propria rivelazione. Pulito, curato, molto ricercato nelle aree comuni e spartano ma con stile nelle camera. siamo stati 4 giorni a far capire alle piccole l’importanza dell’integrazione, di come persone che provengono da paesi lontani, con religioni e costumi diversi dai nostri, possano vivere tranquillamente assieme. Questo almeno fino a quando non siamo tornati a Pisa.

 

 

 

London Calling

Che sono compulsiva lo avevo già detto, che sono maniaca del controllo forse ancora no. Forse “maniaca” non è il termine adatto perché non devo avere tutto sotto controllo, non lo ritengo possibile, però cerco di ridurre gli imprevisti al minimo quando provo ad organizzare qualcosa.
Nel programmare l’imminente viaggio a Londra (essendoci Pena, Panico e Agonia al seguito non può essere classificata come vacanza,non ne ha i requisiti base)  devo tenere conto di:
– fattore senza glutine, quindi cercare locali e portare cibo
– fattore climatico, quindi preparare vari cambi per le nane
– fattore sfiga, si ammaleranno
– fattore shopping compulsivo e così via
Inizio con entusiasmo: compro le guide Lonely Planet anche la versione per bambini, scarico elenchi di locali gluten free, cerco negozi cool, con Google Maps scelgo percorsi adatti per le varie attività, mi informo su orari dei musei e poi come per magia, appena faccio il check-in,  mi sembra di essere già tornata dal viaggio e così rimando tutto all’ultimo secondo, anzi, senza dirlo al marito, visto che ci sono, guardo i voli per il prossimo viaggio.

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