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Ho sempre avuto il sospetto che l'amicizia venga sopravvalutata. come gli studi universitari, la morte o avere il cazzo lungo. noi esseri umani esaltiamo i luoghi comuni per sfuggire alla scarsa originalità della nostra vita. (Trueba)

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MammeZoo

Arnica libera tutti.

La colpa è di Ken Shiro: da quando ho visto per la prima volta il discendente della sacra scuola di Okuto uccidere il cattivo di turno facendo semplicemente pressione in punti precisi del corpo, ho iniziato a farmi delle domande. Se azionando alcuni “punti di pressione” si può causare la morte, ce ne saranno altri che se attivati, porteranno alla guarigione. Così ho iniziato a inoltrarmi nel mondo della medicina orientale. Grazie a Ken ho scoperto la digito pressione: plantare, palmare e auricolare. In seguito ho scoperto il potere delle erbe e da grande, anche di quelle legali.
La mia ultima ossessione si chiama arnica, in pomata o granuli che sia. È capace di portare sollievo in caso di dolori articolari o muscolari, anche se secondo bicipiti d’oro, porta sollievo unicamente al farmacista che la vende. Strano perché pure lui era un assiduo spettatore di Ken, anche se a lui più che altro sono rimasti impressi i combattimenti, le esplosioni dei cattivi e Giulia. Ad essere sincera anche io non rimanevo indifferente di fronte alla muscolatura del divino Ken, ma la mia sensibilità mi spingeva a guardare oltre.  Da queste piccole caratteristiche  si intuisce la differenza di sensibilità tra uomini e donne. Sono sicura che anche bicipiti d’oro guardava oltre ma sicuramente sbagliava direzione e la sua sensibilità lo spingeva a guardare diritto le tette di Giulia; perché l’uomo è sensibile fino ai 6/7, poi si perde, si distrae, il neurone si annoia e si sente come la particella di sodio nell’acqua lete: solo. Quindi non c’è da meravigliarsi se dopo una settimana che hai partorito due gemelle, ti viene la febbre a 40 per una simpatica mastite, ti lamenti e dall’altra parte il mononeuronico sente il bisogno di misurarsi la temperatura ed esclamare “cavolo, 36,8! io così alta non l’ho mai avuta!”.
Non è colpa loro, non ci arrivano, non ce la fanno, poi sicuramente hanno miliardi di altre qualità, sono sicuramente ottimi amanti, cuochi, arredatori, ma la sensibilità proprio non sanno dove sta di casa. E per questa carenza non ho ancora trovato un’erba o un punto di pressione, ma non mi arrendo continuo a cercare e visto che ci sono, cerco anche quello del mutismo.

I veri sognatori non dormono mai. ( Edgar Allan Poe)

Aveva proprio ragione la nonna quando diceva di non voler morire perché ogni giorno imparava una cosa nuova. Che era una mattina importante avrei dovuto capirlo subito, quando già alle 8.14, Nicoletta (il mio maestro Yoda) con poche parole mi ha fatto crescere ancora un pezzettino. Dopo una nottata simpatica, una di quelle dove fai più chilometri che da sveglia perché Pena & Panico hanno tutti i bisogni del mondo, una di quelle in cui se hai dormito 3 ore di fila è tanto, vieni svegliata da una serie di messaggi dal gruppo “mamme scuola”, su WhatsApp che ti fanno rimpiangere di aver dato confidenza a tutte le mamme. Comunque riesco a controllarmi e nel gruppo ufficiale non commento ma contatto in privato il mio maestro Yoda e vomito tutto l’acido che si era accumulato nelle mie viscere, poi prendo fiato e ascolto, o meglio leggo “ sii incazzatissima con chi capisce ed è coinvolto ( non con chi non ci arriva).” E lì mi si è aperta una finestra nella mente ed ho capito, quasi subito.

Altro insegnamento della mattinata mi è arrivato dalla mia personale Miranda Priestly, in poche ore mi ha spiegato, facendomi partecipe anche di lezioni pratiche, come gli uomini devono fare i regali alle donne. Innanzitutto la donna deve avere le idee chiare su quello che vuole (in questo caso un anello, semplice ma strapieno di pietre), poi si deve recare dal gioielliere di fiducia e iniziare la ricerca. Una volta trovato quello che stava cercando, lo fa adattare al suo anulare e lascia un acconto a nome dell’uomo che dovrà farle quel dono. A questo punto il regalo è quasi fatto, rimane solo di farsi ridare l’acconto una volta scartato il pacchetto. Io qui mi perdo, non solo per colpa mia, eternamente alla ricerca di qualcosa di rock con accenni punk ma classico, ma soprattutto per la sensibilità dell’uomo al mio fianco che è pari a quella di una carica di rinoceronti con evidenti problemi di orchite.

Frau, La Mitica e le mamme di oggi.

I.

Il potere della fantasia non si ferma mai, anzi, invecchiando migliora se si tiene in allenamento. Io, grazie ai vari superpoteri, faccio quotidiane sessioni di esercizi per rimanere sempre con gli occhi socchiusi e la mente spalancata. Sono spesso circondata da persone più grandi me, non sempre per mia scelta, spesso per necessità, comunque, il fatto è questo : ci sono alcuni soggetti che si prendono troppo sul serio, soprattutto le mamme all’uscita di scuola, che si atteggiano a eroine, o peggio a strafiche, finte-inconsapevoli, della serie “ioo?! non riesco neppure a pettinarmi” e magari hanno una crocchia tirata che non sarebbe riuscita neanche alla Osiris. In quel preciso istante (o di fronte a certi personaggi) si attiva la mia parte intollerante che a sua volta fa ribollire l’acido presente in me e se il filtro bocca/cervello funziona, la cattiveria la dico nella mia mente e trasformo il soggetto in un personaggio del mondo dello spettacolo, se il filtro è difettoso pronuncio davanti a pochi intimi i miei sentimenti, nascono buffi soprannomi e ci facciamo due risate. Se il filtro si rompe, però, nascono le tragedie. Questo superpotere ha fatto nascere personaggi come Frau Blucher: una mamma della peggior categoria, non solo perché mi ha chiesto se ero incinta e non lo ero, ma perché è una di quelle super gentili che ringraziano per qualunque cosa tutto tutti e ti fanno pensare che dietro ci sia della finzione. Una di quelle vestite sempre secondo le 1000 sfumature del grigio topo, sempre austera, una di quelle che dice “vulva”, che, se ride, si mette la mano davanti alla bocca, che ha un tono di voce alla Sbirulino e sopratutto che va al coro della chiesa perché, parole sue non tromba, almeno così pensa ad altro (conoscendo la fama del prete credo che faccia lezioni private). Da e con lei sono nati anche Baby Frau e il piccolo Igor, so che non si scherza sui bambini ma dovreste conoscerli: uguali!

Alla categoria del filtro difettoso appartiene ad esempio anche La Mitica, perché, pur partendo dal presupposto che ognuno è libero di fare quello che vuole, nei limiti consentiti dalla legge, questo soggetto esagera: si invecchia tutti ma non tutti lo accettano e soprattutto non tutti maturano. La Mitica si è fatta un tattoo sulla mano, un cuore sul dito, insieme alla figlia di 14 anni e ha postato le foto con scritto “vero amore”. E qui il filtro ha tirato la prima crepa.

Pollyanna, fa categoria a sé; qui si può notare una sorta di evoluzione dei miei poteri, perché, se prima con soggetti appartenenti al genere perdevo il controllo e li insultavo, adesso come li individuo li evito. Caratteristica fondamentale della categoria è l’essere perennemente con il viso sofferente, la disgrazia sempre dietro l’angolo e l’avvoltoi sulla spalla. C’è chi crede che se di notte davanti allo specchio dici tre volte Pollyanna al contrario, lei appare e ti frantuma le palle tutta la giornata con le sue disavventure.

 

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