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EdnaModeblog

Ho sempre avuto il sospetto che l'amicizia venga sopravvalutata. come gli studi universitari, la morte o avere il cazzo lungo. noi esseri umani esaltiamo i luoghi comuni per sfuggire alla scarsa originalità della nostra vita. (Trueba)

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MammeZoo

Vita da Geisha.

Visto che tanti sono così interessati, forse per invidia (ma ripeto dovevate prendere marito e non moglie), di sapere come spendoil mio tempo libero, vado ad accontentarli magari solo per oggi. Visto che il giorno nuovo inizia alla mezzanotte inizierò di lì. Ore 2 di notte: rientro a casa con il marito dopo una piacevole cena con gli amici e: tutte le luci di casa e ripeto tutte, sono accese; Camilla con un’amica erano a letto, ma per paura avevano lasciato le luci accese. La stessa paura deve averla provata anche il cane, perché per tutta la casa si sentiva un simpatico olezzo di mxxxa derivante da un suo simpatico omaggio. Quindi ho pulito. 

Dopo 4 splendide ore di sonno, sveglia, ho preparato la colazione ai presenti in casa, poi ho portato fuori il cane che durante la passeggiata ha vomitato due volte e fatto diarrea 4. Successivamente sono uscita a fare la spesa, comprensiva di 30 kg di arance e ho portato tutto in casa. Tranquilli ho l’ascensore, non il posto macchina sotto casa. Successivamente ho preparato il pranzo per me e la cena per tutti e adesso aspetto che arrivino le nane: dovrebbero essere qui tra dieci minuti. Alle ore 14.15. Ma tranquilli adesso viene il bello.

P.S. Troppo lungo da leggere ? Magari vi faccio un disegnino ?!

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Imprenditrice familiare.

Una donna che riveste un ruolo di potere viene sempre vista con sospetto: io non faccio eccezione. Da sempre vengo presa di mira dai miei sottoposti. Sono due settimane ad esempio, che un dipendente ha deciso di ammalarsi, quindi è rimasto a casa e come se non bastasse, è stato colto da Pavor Nocturni (per chi non li conoscesse sono dei simpatici attacchi di terrore notturno in cui il soggetto ha gli occhi aperti e le pupille dilatate, urla di terrore e schizza da una parte all’altra del letto chiedendo aiuto al titolare, la mamma in questo caso). La scorsa settimana ho avuto una media di 45 minuti di sonno, quindi sono indietro di diversi giorni e ne hanno subito tutte le attività collaterali poiché, a parte respirare, non sono stata in grado di fare molto altro. Cerco di rimettermi in pari appena possibile, non me ne vogliate.

Ars coquinaria precocis. Dado vegetale.

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All’insegna del “però è buono!”, mi sono decisa a condividere le mie ricette culinarie che devono tener conto di vari fattori:
1. Senza glutine;
2. Poche calorie (per la simpatica fase di prediabete in cui si trova Agonia)
3. Frutta e verdura di stagione, a km zero e se possibile, bio
4. Breve tempo di preparazione, perché trovo sempre qualcosa di meglio da fare.
Nella vita di tutti i giorni se non avessi le mie amiche a sostenermi sarei una donna distrutta. Loro mi aiutano, mi proteggono, quindi prima di andare oltre devo un grazie di cuore a Lavatrice e lavastoviglie.
In cucina invece, ho da poco scoperto un amico che si sta trasformando in qualcosa di più. Possiede tutti i requisiti che cerco: è naturale, veloce, dà sapore, insomma, rende tutto più interessante. Lui è il mio dado vegetale, fatto con le mie manine. Per prepararlo non bastano 30 secondi, ma il fatto che con lui riesco a rendere saporite anche le suole delle scarpe, non ha prezzo.
Innanzitutto come sempre è necessario avere ingredienti di prima qualità quindi procuratevi: sedano, carote, cipolle, porri, zucca, zucchine, prezzemolo, basilico, aglio, pomodorini. La parte noiosa è pulire tutto, poi bisogna fare a pezzetti le verdure e metterle in padella con un po’ d’olio. Quando cominciano a dorare, unire un etto di sale per ogni chilo di verdure. Lasciare asciugare a fuoco moderato e quando la melma inizia ad attaccarsi alla padella, è il momento di toglierla, metterla in una ciootola e frullare con il minipimer.
È necessario rimettere tutto in padella a fuoco moderato per far ritirare bene bene. Una volta che il composto è bene disidratato, è il momento di farlo freddare (io lo stendo su di un foglio di carta stagnola). Appena freddo lo metto in freezer e al bisogno ne prendo un pezzo.
Una sola parola favoloso!!!!
Foto di Nicoletta Arduini (https://www.instagram.com/nikovero7007/)

Nel frattempo.

Il suo grande problema era la tempistica, quello che la fregava veramente era quel “nel frattempo”. Perché nel frattempo c’è la vita, c’è sempre qualcosa di meglio da fare che cucinare; adesso, però, deve rimanere concentrata. Sembra semplice. Armata di tutte le buone intenzioni, prende una pentola capiente; pulisce sedano, carota e cipolla e li immerge in tanta acqua, aggiunge la carne, mette tutto sul fuoco e adesso deve solo aspettare.
Il miglior modo che conosce per passare il tempo senza uscire di casa è leggere un buon libro. Si impone di controllare ogni dieci pagine come procede il brodo, ma lo scadere del tempo di cottura non coincide con la fine del capitolo, così porta il libro con sè in cucina e, mentre toglie la pentola dal fuoco, continua a leggere. Gli occhi sono ancora sul libro nel momento in cui versa nel colapasta il brodo appena fatto, solo uno schizzo di liquido bollente la riporta alla realtà.
Vabbè, dai-pensa- lo svezzamento inizierà domani.

È ora di essere civili.

   

 Anche per immagini come questa, oggi non solo scendo in piazza, ma sopratutto ci porto le mie figlie!!! Non voglio che crescano rimanendo indifferenti, voglio che crescano difendendo, lottando per i diritti civili. Sarebbe l’unica vera grande delusione per me crescere delle figlie insensibili all’uguaglianza o peggio razziste. Tutti abbiamo il diritto di amare ed essere amati, di avere una famiglia, dei figli. Tutti. Voglio far capire a pena&panico (Agonia fortunatamente è grande ed ha già capito; ricordo, che alle scuole medie la prof di religione le fece un rapporto perché le rispondeva a tono su tematiche come matrimonio gay, adozione) che devono crescere senza pregiudizi, senza preconcetti. È difficile anche perché in Italia abbiamo un grande peso come lo Stato del Vaticano, in cui pedofili, pervertiti si rintanano e pensano di fare la morale a tutti. C’è anche la possibilità che da grandi scoprano che la loro vera sessualità sia omosessuale e io certo non voglio che se ne vergognino.
  

Ars coquinaria precocis. Cavoli sformati.

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All’insegna del “però è buono!”, mi sono decisa a condividere le mie ricette culinarie che devono tener conto di vari fattori:
1. Senza glutine;
2. Poche calorie (per la simpatica fase di prediabete in cui si trova Agonia)
3. Frutta e verdura di stagione, a km zero e se possibile, bio
4. Breve tempo di preparazione, perché trovo sempre qualcosa di meglio da fare.

 

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L’importante è concentrarsi sulla parola “Sformato” e il resto sarà tutto in discesa. Per cucinare uno sformato di verdura non occorrono particolari doti, la vera abilità sta nel montarlo, tutto questo per dire che non metterò foto del piatto finito. Iniziamo. Per un perfetto sformato di cavolo è necessario anzitutto andare a recuperare l’ortaggio dalla contadina di fiducia (di solito le altre hanno il contadino, ma poiché a prendere le verdure va il mio fantastico bicipite d’oro, ha scelto la contadina), se non ne avete una, procuratevela perché è fondamentale avere ingredienti di prima qualità. Sempre dalla contadina comprate le uova, ne serviranno 3 per ogni chilo di cavolo.
Per il parmigiano io vado al mercato qua a Livorno, dal DiLaghi, lo ha bio, ma io preferisco quello invecchiato 36 mesi.
Il prezzemolo solitamente lo surgelo a fine estate.
Una volta lessato il cavolo dicono di lasciarlo freddare e hanno ragione perché la prima volta non l’ho fatto e le uova si sono compattate uno schifo. Quindi, una volta freddato il cavolo si uniscono tutti gli altri ingredienti e si mescola con una spatola di legno in senso orario per tre volte e due in senso antiorario. Oppure si prende un minipimer.
Prima di versare il composto nella ciotola, questa va unta con un filo d’olio e una spolverata di pan grattato ( nel mio caso) senza glutine e qui viene il bello. Non sono ancora riuscita a trovare un pan grattato senza glutine che non abbia come primo ingrediente amido di mais invece di una farina idonea, di conseguenza la mia mente limitata mi spinge a fare da sola il pan grattato usando pane secco fatto da me con farine bio.
L’aspetto della poltiglia di cavolo, uovo, parmigiano, prezzemolo a cui aggiungere sale e pepe non è delle migliori, ma fidatevi, spalmatela sulla teglia e se volete aggiungete tocchetti di provola e altra spolverata sopra prima di infornare a 200 gradi per una mezzora.
Altro inconveniente è che l’aroma che si diffonderà in casa ricorda vagamente la Gora dell’Eterno Fetore del film Labyrinth.
Riassumendo.
Ingredienti:1kl cavolfiore; 3 uova; Parmigiano; Prezzemolo; Sale; Pepe. Mescolare in tutto e infornare per 30 minuti a 200 gradi.
Bon appetit!

Il mio cervello e’ il mio secondo organo preferito (cit. Woody Allen)

Il mio cervello e’ il mio secondo organo preferito (cit.), lo uso quasi quanto l’altro e mi dà molte soddisfazioni. A volte mi faccio prendere la mano, lo uso troppo e succedono i danni perché è sempre meglio adeguarsi al livello medio, come quando, dopo l’ennesima domanda idiota sul gruppo whatsapp delle mamme di scuola, nuovo girone dell’inferno dantesco, ho abbandonato la chat e sono stata sommersa da una valanga di messaggi in cui le mamme mi chiedevano cosa fosse successo, se  avessi dei problemi con il telefono o peggio  Non fraintendetemi: il gruppo è utile per avere informazioni sulle attività scolastiche, sulle uscite, sul materiale necessario, ma tutto quello che ne segue no! è un susseguirsi di “grazie”, domande sui compiti, non solo su quali fare, ma anche su come farli e io non ho ancora raggiunto il livello tantrico necessario per farmi scivolare queste stronzate addosso e c’è il giorno in cui anche un “grazie” di troppo mi manda di fuori. So di essere facilmente irritabile, ma vogliamo parlare dell’abuso delle emoji? Donnine con manine alzate che si insinuano alla fine di messaggi o faccine sorridenti che viene solo voglia di prendere a pedate, buttate a caso in mezzo ad una conversazione o prati di inutili fiori o pollicioni blu da prendere a morsi; sicuramente sto invecchiando, ma, per dirla con Caparezza, trovo molto interessante questa mia parte intollerante. Poi diciamola tutta: i compiti li devono scrivere da soli sul diario, se non li scrivono pace, andranno a scuola impreparati e si troveranno ad affrontare un problema loro e solo loro. Dopo tutto la scuola deve insegnare anche come si sta al mondo e non credo che lavorare per loro o insegnar loro a fare i furbi, sia un approccio etico. Circolano leggende su mamme che fanno i compiti per i figli usando la mano sinistra per simulare meglio la grafia del piccolo, mamme che passano l’estate a fare i compiti mentre il piccolo fa il bagnetto con gli amici, perché “poverini l’estate si devono divertire”. Ecco, tra le tante cose che mi mandano in bestia al secondo posto c’è il definire i figli “poverini”, i miei ci hanno cresciuto mio fratello e lui alla fine si è convinto di essere un poverino e pretende che gli sia tutto dovuto. In pratica da piccoli poverini da grandi cretini. Io non ho la risposta a tutto e neppure so quale sia la soluzione migliore, ma sicuramente è necessario dare più indipendenza ai figli per renderli autonomi perché poi quando cresci la grande sfida è riuscire a diventare indipendente, non dover chiedere a nessuno, vivere del proprio lavoro e per fare questo ci vuole sicurezza e fiducia in sé, tutte cose che si acquisiscono negli anni e sbagliando tante volte.

 

Arnica libera tutti.

La colpa è di Ken Shiro: da quando ho visto per la prima volta il discendente della sacra scuola di Okuto uccidere il cattivo di turno facendo semplicemente pressione in punti precisi del corpo, ho iniziato a farmi delle domande. Se azionando alcuni “punti di pressione” si può causare la morte, ce ne saranno altri che se attivati, porteranno alla guarigione. Così ho iniziato a inoltrarmi nel mondo della medicina orientale. Grazie a Ken ho scoperto la digito pressione: plantare, palmare e auricolare. In seguito ho scoperto il potere delle erbe e da grande, anche di quelle legali.
La mia ultima ossessione si chiama arnica, in pomata o granuli che sia. È capace di portare sollievo in caso di dolori articolari o muscolari, anche se secondo bicipiti d’oro, porta sollievo unicamente al farmacista che la vende. Strano perché pure lui era un assiduo spettatore di Ken, anche se a lui più che altro sono rimasti impressi i combattimenti, le esplosioni dei cattivi e Giulia. Ad essere sincera anche io non rimanevo indifferente di fronte alla muscolatura del divino Ken, ma la mia sensibilità mi spingeva a guardare oltre.  Da queste piccole caratteristiche  si intuisce la differenza di sensibilità tra uomini e donne. Sono sicura che anche bicipiti d’oro guardava oltre ma sicuramente sbagliava direzione e la sua sensibilità lo spingeva a guardare diritto le tette di Giulia; perché l’uomo è sensibile fino ai 6/7, poi si perde, si distrae, il neurone si annoia e si sente come la particella di sodio nell’acqua lete: solo. Quindi non c’è da meravigliarsi se dopo una settimana che hai partorito due gemelle, ti viene la febbre a 40 per una simpatica mastite, ti lamenti e dall’altra parte il mononeuronico sente il bisogno di misurarsi la temperatura ed esclamare “cavolo, 36,8! io così alta non l’ho mai avuta!”.
Non è colpa loro, non ci arrivano, non ce la fanno, poi sicuramente hanno miliardi di altre qualità, sono sicuramente ottimi amanti, cuochi, arredatori, ma la sensibilità proprio non sanno dove sta di casa. E per questa carenza non ho ancora trovato un’erba o un punto di pressione, ma non mi arrendo continuo a cercare e visto che ci sono, cerco anche quello del mutismo.

I veri sognatori non dormono mai. ( Edgar Allan Poe)

Aveva proprio ragione la nonna quando diceva di non voler morire perché ogni giorno imparava una cosa nuova. Che era una mattina importante avrei dovuto capirlo subito, quando già alle 8.14, Nicoletta (il mio maestro Yoda) con poche parole mi ha fatto crescere ancora un pezzettino. Dopo una nottata simpatica, una di quelle dove fai più chilometri che da sveglia perché Pena & Panico hanno tutti i bisogni del mondo, una di quelle in cui se hai dormito 3 ore di fila è tanto, vieni svegliata da una serie di messaggi dal gruppo “mamme scuola”, su WhatsApp che ti fanno rimpiangere di aver dato confidenza a tutte le mamme. Comunque riesco a controllarmi e nel gruppo ufficiale non commento ma contatto in privato il mio maestro Yoda e vomito tutto l’acido che si era accumulato nelle mie viscere, poi prendo fiato e ascolto, o meglio leggo “ sii incazzatissima con chi capisce ed è coinvolto ( non con chi non ci arriva).” E lì mi si è aperta una finestra nella mente ed ho capito, quasi subito.

Altro insegnamento della mattinata mi è arrivato dalla mia personale Miranda Priestly, in poche ore mi ha spiegato, facendomi partecipe anche di lezioni pratiche, come gli uomini devono fare i regali alle donne. Innanzitutto la donna deve avere le idee chiare su quello che vuole (in questo caso un anello, semplice ma strapieno di pietre), poi si deve recare dal gioielliere di fiducia e iniziare la ricerca. Una volta trovato quello che stava cercando, lo fa adattare al suo anulare e lascia un acconto a nome dell’uomo che dovrà farle quel dono. A questo punto il regalo è quasi fatto, rimane solo di farsi ridare l’acconto una volta scartato il pacchetto. Io qui mi perdo, non solo per colpa mia, eternamente alla ricerca di qualcosa di rock con accenni punk ma classico, ma soprattutto per la sensibilità dell’uomo al mio fianco che è pari a quella di una carica di rinoceronti con evidenti problemi di orchite.

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