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EdnaModeblog

Ho sempre avuto il sospetto che l'amicizia venga sopravvalutata. come gli studi universitari, la morte o avere il cazzo lungo. noi esseri umani esaltiamo i luoghi comuni per sfuggire alla scarsa originalità della nostra vita. (Trueba)

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Lifestyle

Voci e numeri

Come mandare in tilt il cervello, la voce del doppiatore è quella di Sir. Sean Connery e la mia discalculia non aiuta. Mi sono bloccata per 5 minuti a cercare di decifrare i vari segnali occhi, cervello, orecchie. Credo sia il freddo. Spero. Anche se io nel mio cappotto firmato EdnaStile (😉😎) stavo benissimo.

Correre imparando a correre

“Non voglio morire, solo per il fatto che ogni giorno ne imparo una nuova !” lo ripeteva la mia nonna ed è proprio vero!!! Anche se non sempre si imparano cose piacevoli. Lunedì, ad esempio, durante la mia corsa mattutina, ho imparato che se non fai stretching prima di correre e dopo, ti si infiamma la parte esterna di un osso della gamba e ti fa un male cane. Ho chiesto a Babbo Google e mi ha spiegato cosa fare e da cosa è provocato il dolore, babbeo Google, il simpaticone, ha sottolineato e evidenziato che propabilmente il dolore nasconde anche la necessità di perdere peso. Ecco, fatti i cazzi tua! Limitati a dare indicazioni richieste, non ti allargare. Altra cosa che ho imparato, sempre nella stessa mattinata, sempre durante la stessa corsa, è che la gente che cammina davanti a me, quelli che mi accingo a superare, si girano perché avvertono realmente la mia presenza e con tutti i sensi… inizialmente pensavo si sentisse l’odore della fatica ma essendomisi scaricate le cuffie, ho potuto sentire quanto rantolo e quanto sia pesante il mio passo. Così mi sono messa a guardare quelli più esperti e ho notato che loro tirano bene su le ginocchia e che il tallone va quasi a toccare il sedere: ho provato a fare lo stesso ma sono intrampolata e manca poco cado. Con il tempo spero di migliorare lo stile. Per ora mi godo i miei piccoli progressi e il mare così bello di mattina.

Capitan Findus scansati…

Ragno, sfilettato impanato nella farina di mais e passato in padella. Chiamatemi pura la Regina delle sfilettatrici.

Il profumo dei ricordi

Ancora emana un leggero olezzo di bruciato. Ma io non mollo, non voglio buttare un pezzo di storia, un pezzo di vita si di vita perché questa macchina lha comprata una delle figure maschili  più importanti, per me.  Sarebbe come buttare una parte di ricordi, una parte di insegnamenti perché se lui fosse qui fisicamente si metterebbe a leggere le istruzioni e cercherebbe di capire il problema per poi spiegarmelo. Magari poi sarebbe tutto da buttare ma almeno ci abbiamo provato. Quindi che mio marito riesca ad aggiustarla o meno questa pedalina resterà qui con me, come la giacca di pelle nell’armadio, come un monito, uno specchio a cui chiedere nel momento del bisogno e sperare di aver capito bene tutti gli insegnamenti, sia a parole che con i fatti. In pratica in ogni stanza o qualcosa che mi ricorda che persona speciale ho avuto l’onore di avere come zio. Basta però sennò qui le lacrime non smettono più di scendere, concludo ricordando un suo grande fallimento…volermi insegnare la matematica Ancora emana un leggero olezzo di bruciato. Ma io non mollo, non voglio buttare un pezzo di storia, un pezzo di vita, si, di vita, perché questa macchina l’ha comprata una delle figure maschili più importanti per me. Sarebbe come buttare una parte di ricordi, una parte di insegnamenti, perché se lui fosse qui fisicamente, si metterebbe a leggere le istruzioni e cercherebbe di capire il problema per poi spiegarmelo. Magari poi sarebbe stato tutto da buttare, ma almeno ci avremmo provato. Quindi, che mio marito riesca ad aggiustarla o meno, questa pedalina resterà qui con me, come la giacca di pelle nell’armadio, come un monito, uno specchio a cui chiedere nel momento del bisogno e sperare di aver capito bene tutti gli insegnamenti, sia a parole che con i fatti. In pratica, in ogni stanza ho qualcosa che mi ricorda che persona speciale ho avuto l’onore di avere come zio. Basta però, sennò qui le lacrime non smettono più di scendere; concludo ricordando un suo grande fallimento: volermi insegnare la matematica.

Karma come se fosse antani

Avete presente il karma?!? Poc’anzi canzonavo la ragazza per il suo stile di baffi alla Dalì, nonostante fosse stata molto carina ed esaustiva come me: mi spiegava con passione come usare la taglia e cuci, rispondeva con garbo alle mie domande, mi consigliava di usare una vecchia Singer che mi ha dato la zia, per certe stoffe e, niente, io continuavo a pensare a come sarei stata vestita da Balilla e ai suoi baffi veramente grandi. Ah già, il karma dicevo. Niente, in pratica, a casa ho deciso di darle ascolto, così mi sono messa a studiare le istruzioni della vecchia Singer, ho messo filo, aghi, regolato tutto e vado veloce e felice… Fino a che non sento uno scoppio, un odore di fumo e una bella fiamma uscire dalla pedalina. Riesco a staccare tutto e limitare i danni, puzzo di fumo a parte. Quindi chiedo scusa per il mio sarcasmo, anche perché far venire la mia prima potenziale cliente con fumo e scintille e non farla scappare, è veramente da ardimentose.

Letture ardimentose

La giornata non sembrava delle migliori. Amo leggere e questo si sa. Adoro King, una cotta adolescenziale da cui non mi sono mai ripresa. Tra l’altro con lui ho imparato a non dare niente per scontato, nel senso che le  regole del tipo: il protagonista non muore mai o il bene vince per forza, non esistono. Quindi, quando sono alle ultime pagine del suo ultimo romanzo, “L’istituto” e per puro caso mi cade l’occhio sulla recensione fatta sul retro della copertina, mi cadono le braccia e mi chiedo perché?!? Ma chi l’ha scritto, le conosce le regole di base di King?!? Come puoi dire “. ..Una storia di bambini che trionfano sul male… ” ma veramente?!? Ora, detto così sembra brutto, ma speravo che di bambini ne morissero di più!!! Tornando alla mattinata: ventolata assurda, una di quelle che ti fanno arrivare il salmastro ai globuli rossi; me ne stavo tranquilla in un negozio, quando è stato il mio turno chiedo informazioni su una macchina taglia e cuci, la tipa mi lascia chiacchierare, io cerco di evitare di guardare la sua parure di baffi e pizzetto, ma de, l’occhio ci cadeva, quindi continuavo a parlare e a chiedermi ma come cavolo si fa? Avrà la mia età?!? Comunque, come rallento, lei mi fa: per una tipa ardimentosa come te, consiglio questa. Ardimentosa?!? Sono scoppiata a ridere. Ardimentosa non me l’aveva ancora detto nessuno. Mi hanno definito in tanti modi, ma così mai. Che poi richiama un po’ al ventennio quindi non so se le sono sembrata una simpatizzante, ma spererei proprio di no! Avrei voluto dire che lei era ardimentosa ad uscire con quei baffi e quel pizzetto, però non lo avrebbe preso come un complimento, quindi ho resistito e ho continuato a parlare.
Oggi arriva la mia prima cliente: l’ansia è salita fino a che non mi sono ricordata di essere ardimentosa.

Domenica soft/hard

Anche stamani sveglia alle 5. Per colpa del marito e delle sue folli idee geniali. Niente di hard, tranquilli, ma neppure soft!! Era da un po’ che si lamentava del materasso “Ci dormo male, ci affondo, troppo morbido”, così ieri sera è venuto il suo amico che vende i materassi, con due singoli da provare: ho sognato la principessa sul pisello, che sentiva un pisellino sotto 18 materassi, poi San Francesco che rinunciava ai suoi beni per vivere in semplicità, quando é stato il turno di Robinson Crusoe, ho capito che c’era qualcosa che non andava. Prima sono andata sul divano, ma il cane russava, così sono tornata in camera e alle 5 gli ho fatto rimettere il materasso vecchio sul letto. Non ha brontolato neppure tanto, credo perché anche lui sognava di dormire su di una tavola di legno. Sono riuscita a dormire due ore, non sono andata a correre perché le energie mi servivano per affrontare un pranzo con suocera e affini. Spero la vostra domenica sia stata migliore.

Morte ai tiranni!!

La matematica è proprio nociva, quasi quanto la logica. Come le insegni tutto è finito. Per esempio: sono venti minuti che ragiono con le twins su come sia possibile che se erano avanzati 3 biscotti al cioccolato e una di loro ne ha mangiati 2, secondo la matematica e la logica dovrebbe essere rimasto 1 biscotto. Eppure non c’è. Che ragionino quanto vogliano, non ammetterò mai di averlo mangiato.
Eppure non c’è, insistono. Si sono aperte le più improbabili spiegazioni logiche e matematiche… Che ragionino quanti vogliano.
Anzi, prima della mia mancata confessione, aggiungerei: beata ignoranza! Se non le mandavo a scuola, potevo dare la colpa a qualche immigrato!

Corriamoci sù!

Diciamo che la serata non è andata come immaginavo, le persone riescono sempre a cadere un po’ più in giù quindi stamani ore 8.20 ero già sul lungomare a correre. Sono andata anche più veloce del solito. Sempre con la mia eleganza e le gote tendenti al porpora in fase finale.

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