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Ho sempre avuto il sospetto che l'amicizia venga sopravvalutata. come gli studi universitari, la morte o avere il cazzo lungo. noi esseri umani esaltiamo i luoghi comuni per sfuggire alla scarsa originalità della nostra vita. (Trueba)

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Cucina

Ars Coquinaria precocis. Profitterol senza glutine.

  

   

Io non devo guardare certi programmi perché poi o parte l’embolo e mi incazzo, o scatta lo spirito di competizione e mi dico “se lo fa lui lo posso fare anch’io”. Quindi quando Giorgia, l’amica strafiga, super fashion a cui invidio da morire il metabolismo, ti invita a vedere Masterchef accetti anche se io ingrasso solo a guardare. La trasmissione di base è carina, le scenette troppo finte, al limite, tanto da farmi pensare “ma veramente credono che siamo così stupidi?!” 

La sfida che mi ha entusiasmato è stata quella di pasticceria: hanno fatto i bignè, buoni belli si, ma con il glutine; io è da giovedi che ci ragiono e oggi ho colto l’occasione del compleanno di Agonia per fare una montagna di bignè senza glutine. 

  
Non è stato difficile… la seconda volta. Per fare la pasta choux ho usato la farina di riso Sarchio, ditta fantastica che realizza un sacco di prodotti senza glutine biologici. Ho usato 180 ml di acqua, 150 gr di burro e 4 uova ( non due e mezzo come consigliavano al talent perché io posso capire come si divide l’atomo ma l’uovo !).

Li ho riempiti con panna fresca montata e zucchero a velo. Poi ho sciolto cioccolata fondente con latte e li ho immersi uno ad uno. Naturalmente ad ogni immersione, secondo le regole basi di fisica, corrisponde una succhiata di dita pari e contraria (tanto nessuno dei familiari che stasera mangerà il profiterol leggerà questo post). 

   
 P.s. ho mandato le foto al marito di Giorgia che continua a dire che sono brutti, quindi lui non li mangerà mai.

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Ars coquinaria precocis. Dado vegetale.

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All’insegna del “però è buono!”, mi sono decisa a condividere le mie ricette culinarie che devono tener conto di vari fattori:
1. Senza glutine;
2. Poche calorie (per la simpatica fase di prediabete in cui si trova Agonia)
3. Frutta e verdura di stagione, a km zero e se possibile, bio
4. Breve tempo di preparazione, perché trovo sempre qualcosa di meglio da fare.
Nella vita di tutti i giorni se non avessi le mie amiche a sostenermi sarei una donna distrutta. Loro mi aiutano, mi proteggono, quindi prima di andare oltre devo un grazie di cuore a Lavatrice e lavastoviglie.
In cucina invece, ho da poco scoperto un amico che si sta trasformando in qualcosa di più. Possiede tutti i requisiti che cerco: è naturale, veloce, dà sapore, insomma, rende tutto più interessante. Lui è il mio dado vegetale, fatto con le mie manine. Per prepararlo non bastano 30 secondi, ma il fatto che con lui riesco a rendere saporite anche le suole delle scarpe, non ha prezzo.
Innanzitutto come sempre è necessario avere ingredienti di prima qualità quindi procuratevi: sedano, carote, cipolle, porri, zucca, zucchine, prezzemolo, basilico, aglio, pomodorini. La parte noiosa è pulire tutto, poi bisogna fare a pezzetti le verdure e metterle in padella con un po’ d’olio. Quando cominciano a dorare, unire un etto di sale per ogni chilo di verdure. Lasciare asciugare a fuoco moderato e quando la melma inizia ad attaccarsi alla padella, è il momento di toglierla, metterla in una ciootola e frullare con il minipimer.
È necessario rimettere tutto in padella a fuoco moderato per far ritirare bene bene. Una volta che il composto è bene disidratato, è il momento di farlo freddare (io lo stendo su di un foglio di carta stagnola). Appena freddo lo metto in freezer e al bisogno ne prendo un pezzo.
Una sola parola favoloso!!!!
Foto di Nicoletta Arduini (https://www.instagram.com/nikovero7007/)

Ars coquinaria precocis. Cavoli sformati.

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All’insegna del “però è buono!”, mi sono decisa a condividere le mie ricette culinarie che devono tener conto di vari fattori:
1. Senza glutine;
2. Poche calorie (per la simpatica fase di prediabete in cui si trova Agonia)
3. Frutta e verdura di stagione, a km zero e se possibile, bio
4. Breve tempo di preparazione, perché trovo sempre qualcosa di meglio da fare.

 

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L’importante è concentrarsi sulla parola “Sformato” e il resto sarà tutto in discesa. Per cucinare uno sformato di verdura non occorrono particolari doti, la vera abilità sta nel montarlo, tutto questo per dire che non metterò foto del piatto finito. Iniziamo. Per un perfetto sformato di cavolo è necessario anzitutto andare a recuperare l’ortaggio dalla contadina di fiducia (di solito le altre hanno il contadino, ma poiché a prendere le verdure va il mio fantastico bicipite d’oro, ha scelto la contadina), se non ne avete una, procuratevela perché è fondamentale avere ingredienti di prima qualità. Sempre dalla contadina comprate le uova, ne serviranno 3 per ogni chilo di cavolo.
Per il parmigiano io vado al mercato qua a Livorno, dal DiLaghi, lo ha bio, ma io preferisco quello invecchiato 36 mesi.
Il prezzemolo solitamente lo surgelo a fine estate.
Una volta lessato il cavolo dicono di lasciarlo freddare e hanno ragione perché la prima volta non l’ho fatto e le uova si sono compattate uno schifo. Quindi, una volta freddato il cavolo si uniscono tutti gli altri ingredienti e si mescola con una spatola di legno in senso orario per tre volte e due in senso antiorario. Oppure si prende un minipimer.
Prima di versare il composto nella ciotola, questa va unta con un filo d’olio e una spolverata di pan grattato ( nel mio caso) senza glutine e qui viene il bello. Non sono ancora riuscita a trovare un pan grattato senza glutine che non abbia come primo ingrediente amido di mais invece di una farina idonea, di conseguenza la mia mente limitata mi spinge a fare da sola il pan grattato usando pane secco fatto da me con farine bio.
L’aspetto della poltiglia di cavolo, uovo, parmigiano, prezzemolo a cui aggiungere sale e pepe non è delle migliori, ma fidatevi, spalmatela sulla teglia e se volete aggiungete tocchetti di provola e altra spolverata sopra prima di infornare a 200 gradi per una mezzora.
Altro inconveniente è che l’aroma che si diffonderà in casa ricorda vagamente la Gora dell’Eterno Fetore del film Labyrinth.
Riassumendo.
Ingredienti:1kl cavolfiore; 3 uova; Parmigiano; Prezzemolo; Sale; Pepe. Mescolare in tutto e infornare per 30 minuti a 200 gradi.
Bon appetit!

Ars coquinaria precocis.

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All’insegna del “però è buono!”, mi sono decisa a condividere le mie ricette culinarie che devono tener conto di vari fattori:
1. Senza glutine;
2. Poche calorie (per la simpatica fase di prediabete in cui si trova Agonia)
3. Frutta e verdura di stagione, a km zero e se possibile, bio
4. Breve tempo di preparazione, perché trovo sempre qualcosa di meglio da fare.
Detto questo inizierei con l’ultima scoperta fatta che non ha tutti i requisiti richiesti, ma possiede il più importante: si prepara in 30 secondi!
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MAIONESE BIO IN 30 SECONDI
Ingredienti:
1 Uovo biologico
200 ml Olio di semi di girasole
Due cucchiai di limone bio
Due pizzichi di Sale (io uso quello rosa dell’Himalaya)
Preparazione:
Cosa importante è che sia l’uovo che l’olio siano freddi di frigorifero.
Si mettono in un contenitore nell’ordine: l’uovo, l’olio, il sale e i due cucchiai di limone. A questo punto si immerge il minipimer e per dieci secondi si tiene acceso alla massima potenza fermo sul fondo. Trascorsi questi lunghissimi attimi si può iniziare a muoverlo dal basso verso l’alto per altri venti secondi. A questo punto il tempo che impiego per cucinare si sta esaurendo, quindi la maionese è pronta!
Altra cosa da non sottovalutare è che l’intero procedimento può essere effettuato dentro un barattolo di vetro della Bormioli, così una volta fatto si chiude con il tappo e si mette in frigo.
Massimo risultato col minimo sforzo.

 

 

Foto di Nicoletta Arduini (https://www.instagram.com/nikovero7007/)

Ars coquinaria precocis.

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All’insegna del “però è buono!”, mi sono decisa a condividere le mie ricette culinarie che devono tener conto di vari fattori:
1. Senza glutine;
2. Poche calorie (per la simpatica fase di prediabete in cui si trova Agonia)
3. Frutta e verdura di stagione, a km zero e se possibile, bio
4. Breve tempo di preparazione, perché trovo sempre qualcosa di meglio da fare.
Foto di Nicoletta Arduini (https://www.instagram.com/nikovero7007/)

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