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Ho sempre avuto il sospetto che l'amicizia venga sopravvalutata. come gli studi universitari, la morte o avere il cazzo lungo. noi esseri umani esaltiamo i luoghi comuni per sfuggire alla scarsa originalità della nostra vita. (Trueba)

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1000 battute

Amori pericolosi.

 
Con gli occhi lucidi dall’emozione passeggiava avanti e indietro per vedere meglio le sue curve: morbide, sinuose, di origine classica; impazziva per quel suo carnato così dorato, quasi esotico. E quel profumo poi, talmente dolce! Si immaginava spesso di stringerlo tra le mani, di farlo suo, dapprima lo avrebbe sfiorato delicatamente con le labbra, gli occhi socchiusi per nascondere la vergogna, per poi lasciarsi avvolgere da tutta la sua fragranza in un lungo bacio alla francese. Eppure rimaneva lì, fermo ad aspettare un segnale, un gesto che lo invitasse all’azione; a volte passavano ore, a volte bastava un sorriso. Quel giorno era troppo agitato, si era svegliato con il bisogno di averlo tutto per sé, ma sapeva che era sbagliato, non poteva andare ogni giorno per cercare di placare la voglia, non gli faceva bene eppure anche oggi era lì, davanti a quella vetrina ad aspettare di incontrare lo sguardo della ragazza e dirle ” Il solito babà grazie !”.

Nel frattempo.

Il suo grande problema era la tempistica, quello che la fregava veramente era quel “nel frattempo”. Perché nel frattempo c’è la vita, c’è sempre qualcosa di meglio da fare che cucinare; adesso, però, deve rimanere concentrata. Sembra semplice. Armata di tutte le buone intenzioni, prende una pentola capiente; pulisce sedano, carota e cipolla e li immerge in tanta acqua, aggiunge la carne, mette tutto sul fuoco e adesso deve solo aspettare.
Il miglior modo che conosce per passare il tempo senza uscire di casa è leggere un buon libro. Si impone di controllare ogni dieci pagine come procede il brodo, ma lo scadere del tempo di cottura non coincide con la fine del capitolo, così porta il libro con sè in cucina e, mentre toglie la pentola dal fuoco, continua a leggere. Gli occhi sono ancora sul libro nel momento in cui versa nel colapasta il brodo appena fatto, solo uno schizzo di liquido bollente la riporta alla realtà.
Vabbè, dai-pensa- lo svezzamento inizierà domani.

Chiara.

Siamo fatti per 70 % d’acqua: quella di Chiara deve essere salata. Ha sempre pensato di non poter vivere lontano dal mare, quando studiava a Milano e tornava solo il fine settimana, passava ore da sola in cima al molo, per ricaricare i polmoni e l’anima di quel salmastro che riusciva a mettere pace nel suo animo. Perché in fondo tutti gli avvenimenti degni di nota della sua vita sono avvenuti o in mare o ad esso vicini; come la prima volta che ha fatto l’amore, distesa sul bagnasciuga in cerca di interpretare i segnali che le venivano mandati dal cuore e da quella parte razionale del suo cervello che non dorme mai. Come dimenticare anche la prima volta che su una barca ha detto per la prima volta “Ti Amo” ed ha capito che quella era la donna della sua vita? Il salmastro, linfa vitale della sua anima, riesce a lasciarla sospesa in un limbo tra mare e cielo dove tutto è possibile, anche essere liberi di amare.

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