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EdnaModeblog

Ho sempre avuto il sospetto che l'amicizia venga sopravvalutata. come gli studi universitari, la morte o avere il cazzo lungo. noi esseri umani esaltiamo i luoghi comuni per sfuggire alla scarsa originalità della nostra vita. (Trueba)

Autore

saruzzola

Edna è la linea orizzontale che mi ancora al quotidiano, Mode ( Idiot) rappresenta l’idiota che è in me, quello che tende a prendere il sopravvento proprio quando Edna crede di avere tutto sotto controllo, poi c’è Lama che racchiude l’essenza animale, quella che ti guarda, annuisce e poi ti sputa. Insomma sono una gran bella persona.

Io e i casi umani.

A Terzani, un indovino disse di non volare per un anno intero; lui seguì il consiglio e trascorse un anno tra mille emozioni ed esperienze. A me un’amica, che è un po’ indovina, ha detto: “Ma sì, vai, osserva e vedrai quanto materiale per il blog”.
Non avete idea dei casi umani in cui mi sono imbattuta, non potete proprio capire. Come spesso mi accade, io mi lascio trasportare dal vortice delle nuove amicizie, nella speranza che siano anime affini o almeno, cerco sempre di vedere, almeno inizialmente, solo gli aspetti positivi. Dopo il primo periodo in cui sono frastornata da esperienze nuove e visioni alternative, passo alla fase due: l’ autoconvincimento, che consiste nel parlare con quelle 2 o 3 amiche certificate ed esaltare i lati positivi dei vari accadimenti nel tentativo di convincere loro che sono

soddisfatta. Cerco solo un’approvazione da me stessa che vacilla ad arrivare. Solitamente a questa fase seguiva in giovane età, lo schifo totale per tali soggetti, seguito da un repentino allontanamento ed esclusione dalla vita. Ho detto solitamente perché come ogni essere vivente, si cresce e in alcuni casi si matura. Nel mio la maturazione è avvenuta almeno in maniera parziale. Adesso la fase di presa coscienza dell’aver incontrato l’ennesimo caso umano travestito da persona normale, viene seguita da un allontanamento graduale e parziale. Però dé che due coglioni!

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Pre-ciclo

Oggi giornata fantastica ho assunto il fabbisogno calorico annuo del Bangladesh, in pratica mi sono messa in bocca ogni cosa commestibile che avevo a portata di mano…mi sono trovata a masticare un pezzo di pane integrale con una noce, una carota cruda e un biscotto al cioccolato. Adesso con in mano i Cenci di carnevale, nascosti di proposito al resto della famiglia, mi sento in colpa e mi faccio anche un po’ schifo…spero di prendere sonno presto.

Come si fa a fermare la mente ?

Repetita iuvant…dicono

Ci sono caduta anche oggi, pensare che ero partita bene, ho portato le bimbe a scuola, abbastanza in orario, siamo salite in macchina e Marco Galli non aveva ancora dato lo stop al radiovoto, il pbm ( partito della buona musica) era ancora incerto, cosa rara perché quando saliamo in macchina sappiamo già il vincitore, che poi è rimasto l’ultimo modo di voto veramente trasparente, ci sono tre candidati il più votato vince.

Assurdo ma è così che ho spiegato a Pena e Panico l’importanza di votare, tutti siamo chiamati ad esprimere la nostra preferenza, poi si può vincere o meno ma sempre dobbiamo dire la nostra opinione senza arroganza ma con grinta, del resto preferisco parlare di elezioni musicali piuttosto che spiegare che ci rappresentano persone come Berlusconi, Salvini, Renzi o la Meloni, che è pure venuta a fare un siparietto comico a Livorno, dove circondata dalla scorta ha fatto la strafottente e ha pure simulato il lancio di sputi per far ancora di più parlare di se… mi vergogno e spero che tra 8 anni quando saranno chiamate a votare le facce e le idee siano cambiate.

Comunque tornando a noi ero partita bene, sveglia presto, colazione sana, tutte a scuola e poi in bici a fare la spesa in mercato.

Mi sono persa sul ritorno.

Non essendo attratta da vetrine o similari, fatte le compere mi dirigo a casa, il problema è che abito troppo di fronte al mare e il suo richiamo è veramente pericoloso, basta un raggio di sole che sbriciola, una tenue risacca, una leggera brezza carica di salmastro che sono persa, mi si chiudono le sinapsi il cervello manda un solo segnale a tutto il corpo: restare fuori, continua a pedalare!

E sia ho continuato a pedalare. Inizialmente mi sono detta finché non sento parlare in francese non mi fermo e invece mi ha fermato una voce del tipo

“ Bimbaaaa” che a Livorno è quasi un titolo nobiliare, credo equivalga a duchessa mentre “ Bella bionda”, indipendentemente dall’esserlo o meno, sia come a dire proncipessa. Precisazione necessaria. Comunque mi fermo e da un gruppo di signori in costume, a gennaio, in attesa di fare un bagno, a gennaio, in mare, a gennaio, ne vedo uno che smanacca. Lo riconosco e mi fermo a far due parole. E riprendere fiato. Sopratutto.

Il sole rende tutto più bello, anche i compiti più noiosi come fare la spesa stare, in mezzo alla gente, socializzare tutto risulta più facile, il sorriso più naturale, così quando ti presenti all’omino delle noci fuori dal mercato, un grande patriottico sempre con carretto munito di tricolore, grembiule verde e berretto giallo ti dice “ sei proprio bella, elegante come mi piacciono le donne come te “ e ti regala una cipolla non puoi far altro che ringraziare e telefonare al marito per metterlo al corrente che potresti scappare sul carretto con un mazzo di cipolle sventolando la bandiera italiana…

Buoni propositi per l’anno nuovo.

Finalmente ho capito ! Altro che metabolismo lento, calorie, esercizio fisico, io ho una dipendenza da endorfine ! Sono alla base della mia parte sensibile se non le mantengo alte la parte acida prende il sopravvento e cedo al lato oscuro. Il problema è come le rilascio queste endorfine, si un po’ posso correre, un po’ posso saltare, ma queste portano anche spossatezza, dolori e sudore, mentre quelle che rilascio mentre mangio, rido o faccio sesso sono le migliori perché arrivano bene fino al midollo, ti soddisfano tutti i sensi e anche di più. Quindi il mio buon proposito per il 2018 è quello di liberare più endorfine possibile pazienza se dovrò mangiare di più, ridere di più e fare più sesso…naturalmente auguro a tutti millemila endorfine al giorno !!!

Endorfine…

Come ormai si è capito, per me è diventato importante dedicare un’ora al giorno all’attività fisica: sono dipendente dalle endorfine che si sprigionano con lo sforzo fisico. Detto ciò, a volte mi capita di voler evitare qualcosa e trovare scuse inutili o fantasiose. Ieri ad esempio, ho colto al volo l’occasione per stare a casa, mi spiego: ci hanno comunicato che in palestra non c’era l’acqua calda quindi la doccia post allenamento risultava difficile. Ora, il fatto che io non faccia mai la doccia in palestra non mi ha impedito di unirmi alla protesta (sì, evito da sempre la doccia, sia perché ho una pelle estremamente delicata e prendo al volo qualunque fungo/mollusco ci sia in giro, sia perché tutte queste passere rasate mi fanno paura, io sono una nostalgica delle passere anni ‘80… come sempre divago sul niente). Comunque, forte di queste motivazioni, non vado in palestra e mi dedico alle attività basilari per la gestione della piccola impresa familiare, come: fare la spesa, creare l’ordine apparente, rassettare sarebbe troppo, ma alle 9.45 ero già pronta, in più il marito mi avvisa che il 26 ho vinto i parenti a casa, tutti, cioè proprio tutti: ma che cazzo si festeggia il 26?!Dopo un primo stordimento iniziale decido:

1. Di comprare altri alcolici 2. Ho bisogno di endorfine, quindi, sfumata la palestra, decido di scendere a correre! Mi vesto, preparo un’App fighissima che ti dice quando correre e quando camminare e via! Uscita dal portone sono già pentita. Cerco la luce dentro di me e vado. Corro cammino, cammino e corro. Dopo 20 minuti ho le prime visioni e deciso di tornare indietro, altri 5 minuti e spengo il cell perché ho litigato con la favolosa App che mi continua ad incitare senza capire che speravo nel miracolo tipo teletrasporto, ogni clacson mi giravo nella speranza fosse per me, cavolo incontro sempre qualcuno e stavolta niente, nessuno. Così spengo il cell e decido di camminare veloce, basta corsa. Non sono fatta per correre. Adesso lo so. Oggi sono qui, le endorfine mi stanno lasciando, mentre i parenti si avvicinano…

Ognuno al suo posto.

A voi non succede di isolarvi dal resto del mondo, anche solo per pochi secondi, non come un eremita ma come una sorta di asceta che riflette su quanto ha appena sentito dire? Spero di sì, perché a me capita spessissimo, soprattutto quando sono stanca o c’è confusione intorno a me come ad esempio in palestra. Già, vado ad allenarmi… parolone, diciamo che mi prendo cura del mio corpo per un’ora al giorno, sottoponendomi a fatiche estreme e discrete figure di merda. Direi che è più appropriato così, l’italiano è bello perché consente di poter esprimere lo stesso concetto in una marea di modi diversi.

Dicevo, che la mattina vado presto in palestra, così ho tutto il giorno libero per recuperare fiato ed energia, roba che alle 9 sono già in movimento da un po’, poi la compagnia ci mette del suo a farmi divagare perché se il mio livello di concentrazione è basso di suo, sotto sforzo è inesistente. Quindi, quando una signora come Daniela, nome di fantasia ( non è vero), tutta elegante, fashion e super raffinata, un po’ la mia nemesi, inizia a fare paragoni tra la suoneria di un cellulare con tutti gli uccellini e il proprietario del cellulare stesso, capirete che la difficoltà di restare concentrati aumenta, per cui spesso partono ammonimenti da parte dell’istruttore. L’ultima volta mi ha dato l’aut aut: se volevo partecipare all’allenamento successivo, sarei dovuta andare sul palco con lui. Ahahahahah! Dice di essere serio, al che pongo le mie condizioni: sul palco salirò solo se mi recuperava un completino alla Jane Fonda, perché bisogna avere stile anche per le figure di merda. Aspetto ancora di salire. Nel frattempo è partita un’altra riflessione, mentre io soffrivo nel cercare di fare degli esercizi sugli addominali l’istruttore ha iniziato a spiegare quanto sia importante rafforzare l’addome, non solo dal punto di vista estetico per avere pancia piatta, ma sopratutto per una migliore funzionalità degli organi interni che restano al loro posto e qui mi sono persa… perché se è vera questa cosa allora io per un po’ mi fermo. Devo lasciare più spazio al fegato: più comodo sta, meglio è, non conosco altro modo di superare il Natale con i parenti, se non arrivare brilla alla cena del 24 e finire sbronza alla cena del 25.

Sole, mare e Moscov Mule.

Oggi, in una delle mie pause mentali sul web, non di quelle da wc, ma di quelle digestive, quindi più soft per permettere una corretta assimilazione del cibo, mi sono messa a saltare da una persona all’altra tra quelle che fb mi propone come conoscenti. Mi sono imbattuta in quelle che si definiscono “mamme per caso”, “mamme per sempre” “mamme per amore”, “avventura di noi” e la pausa stava per trasformarsi in una di quelle da wc. Ma come si fa ad essere così? Cioè, completamente ed esclusivamente mamme. Per molte donne l’essere mamma riempie la totalità della vita: se sei mamma, sei tutto. Impensabile: io rimango sempre me stessa. Sono ANCHE mamma.

L’analisi dei vari blog, poi, mi ha fatto pensare di essere proprio di un altro pianeta. Sarò anche intollerante per natura, ma, cavolo, gli argomenti sono da palle ai piedi (e qui torna il vecchio consiglio di trombare di più, ma io sono la solita pervertita si sa). E poi li trovo anacronistici: come si fa ad avere, che so, sei figli, meno di 40 anni e avere il sorriso ebete sulle labbra, mentre ti fai foto di gruppo con scritte tipo “mare, sole, preghiera; non chiedo altro”? Quando io, per avere lo stesso sorriso, dovrei postare “mare, sole e Moscov mule”.

Per chiarire: non parlo di “mamme pancine”, ma di mamme super attente e super amiche dei loro figli, quelle che sanno sempre tutto quello che è meglio, non solo per i loro figli, ma anche per i tuoi, perché lo sentono a pelle. Poi, se vai a vedere, questi figli si drogano come caimani, però pregano. Sono quelle persone che “ah, su fb non pubblico niente, non mi piace“ e poi sui blog, pubblicano anche le cacche dei figli.

Quando ho deciso di aprire un blog, pensavo di poter interagire con altre donne anche sul l’essere mamme, ma subito mi sono accorta che come spesso mi capita, non rientravo in nessuna categoria. Niente da fare: tutte le varie community mi stavano strette, quindi ho preso le mie Pena,Panico e Agonia e mi sono tirata fuori da tutto anche perché, ok conoscere il diverso, ma se queste diversità mi fanno entrare il giramento di, è bene eliminarle anche perché, per questo, ho una bella schiera di parenti che mi tiene impegnata in questo periodo…

Chiacchiere al vento.

Spesso mi lascio trascinare con enfasi in discussioni sul futuro del mondo, non dico volutamente paese o Italia, perché per me rimane bello pensare di essere cittadina del mondo, cosa che non ostacola l’appartenenza ad una nazione specifica. Altre volte rimango muta e attonita come la cavallina storna e come lei, aspetto e spero che colui che parla sparisca e non torni… La mia tolleranza viene messa a dura prova sopratutto dalle mamme, quelle che dovrebbero aprire la mente dei figli, che dovrebbero insegnare valori belli e puri come educazione ed altruismo e invece sono solo delle cheerleaders dei loro eroi, principini e principesse, pronte a prenderne le difese sempre e comunque: che tristezza! Sia ben chiaro che anche io sono fiera di Pena Panico e Agonia, ma sono anche la prima a riconoscere se e quando sbagliano e soprattutto, non me ne vergogno, perché se penso alle caxxate che ho fatto io, rabbrividisco e nella mente si insinuano le parole della mia amica geniale “ma con una mamma come te, come pensavi venissero le figlie!” Ed è vero!

Il problema del momento ad esempio, è la scelta della scuola media per le Twins e dell’università per Agonia.

Al giorno d’oggi se vuoi sapere cosa sia la cattiveria, basta avvicinarsi ad un gruppetto di mamme che aspetta l’uscita del figlio da scuola, io solitamente sono quella con la musica a palla nelle cuffie, gli occhiali da sole e le scarpe comode, limito al minimo i contatti perché mi conosco e potrei risultare offensiva se aprissi bocca. Quando si dice che il mondo è bello perché è vario, si sbaglia: dovremmo essere tutti un po’ più uguali o quantomeno pensare di esserlo. Cmq sì, la cattiveria, quella pura la puoi trovare lì; fossi King ambienterei vicino alle scuole il prossimo best seller, magari alla Pet Cemetary, dove per salvarli, si seppelliscono i bambini insieme al libro a cui vorremmo assomigliassero, per poi scoprire che tutti una volta tornati, si sono ispirati al perfido antagonista e non al candido protagonista.

Tornando al problema della scelta delle scuole medie, sinceramente mi sono già rotta le palle di frasi tipo “lì no li c’è un prof tremendo”, “ là no eh, perché vi sono i bulli”, “ laggiù fanno studiare troppo” “ una mia amica mi ha detto che ..” boia de, ma com’è che tutti hanno un’amica che ha fatto esperienze ovunque e che sa saggiamente cosa consigliare? le mie amiche al massimo mi danno consigli tipo “ perché, tu cosa avresti fatto?!” E tutto mi ricade addosso… penso che studiare sia importante, ti apre la mente, ti permette di pensare con la tua testa senza fidarsi ciecamente delle opinioni altrui e poi se sono sopravvissuta alle medie e superiori quasi finite di Agonia, sono pronta a tutto. Non scherzo: in prima media la prof di religione, piccola parentesi trovo assurdo paragonare lo studio della religione allo studio delle altre materie quella di farle frequentare tale materia fu una scelta obbligata perché la scuola non offriva la lezione alternativa, mi mandò a chiamare perché aveva avuto uno scontro in classe con la

bambina sul tema del matrimonio omosessuale. In sintesi: Agonia era favorevole la prof no. Oppure la prof di musica che si lamentava perché la bambina sapeva suonare il flauto meglio con il naso che con la bocca! Insomma, sono pronta a tutto, purché studino e si impegnino, perché se si semplifica la vita e si levano le responsabilità a ‘sti figli, si creano dei “poverini”, termine che odio, mia mamma lo usava sempre per mio fratello, per giustificarlo in qualunque cosa, “ma fa freddo e lui poverino non vuole uscire..” “ ma poverino lascialo stare che è stanco”, da prendere a testate anche perché poi a furia di sentirselo dire, uno ci diventa poverino. E di poverini al mondo ce ne sono anche troppi.

P.s. la scelta dell’università è più complessa, magari ne parliamo più avanti. Stay tuned.

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