La giornata non sembrava delle migliori. Amo leggere e questo si sa. Adoro King, una cotta adolescenziale da cui non mi sono mai ripresa. Tra l’altro con lui ho imparato a non dare niente per scontato, nel senso che le  regole del tipo: il protagonista non muore mai o il bene vince per forza, non esistono. Quindi, quando sono alle ultime pagine del suo ultimo romanzo, “L’istituto” e per puro caso mi cade l’occhio sulla recensione fatta sul retro della copertina, mi cadono le braccia e mi chiedo perché?!? Ma chi l’ha scritto, le conosce le regole di base di King?!? Come puoi dire “. ..Una storia di bambini che trionfano sul male… ” ma veramente?!? Ora, detto così sembra brutto, ma speravo che di bambini ne morissero di più!!! Tornando alla mattinata: ventolata assurda, una di quelle che ti fanno arrivare il salmastro ai globuli rossi; me ne stavo tranquilla in un negozio, quando è stato il mio turno chiedo informazioni su una macchina taglia e cuci, la tipa mi lascia chiacchierare, io cerco di evitare di guardare la sua parure di baffi e pizzetto, ma de, l’occhio ci cadeva, quindi continuavo a parlare e a chiedermi ma come cavolo si fa? Avrà la mia età?!? Comunque, come rallento, lei mi fa: per una tipa ardimentosa come te, consiglio questa. Ardimentosa?!? Sono scoppiata a ridere. Ardimentosa non me l’aveva ancora detto nessuno. Mi hanno definito in tanti modi, ma così mai. Che poi richiama un po’ al ventennio quindi non so se le sono sembrata una simpatizzante, ma spererei proprio di no! Avrei voluto dire che lei era ardimentosa ad uscire con quei baffi e quel pizzetto, però non lo avrebbe preso come un complimento, quindi ho resistito e ho continuato a parlare.
Oggi arriva la mia prima cliente: l’ansia è salita fino a che non mi sono ricordata di essere ardimentosa.