Oggi, giorno di quelli in cui si corre, sì, ma da un impegno all’altro. Quindi: pantalone vintage, preso in un negozio, scoperto grazie a Giorgia. Più unico che raro, al mitico mercatino americano di Livorno, spicca questo banco di abbigliamento vintage di qualità, roba da perderci la testa!
Il riposo sportivo tra l’altro, dicono faccia bene, anche se non me ne devo approfittare, perché l’ultima volta il mio riposo è durato 20 anni!
Le mie ore libere, le famose ore d’aria, le passo dedicandomi ad un’altra mia grande passione: creare capi d’abbigliamento partendo dagli stimoli che mi dà la stoffa. Sono un’aggeggina: metto insieme idee e passione e a volte vengono fuori cose interessanti. Apro il baule della zia, quello carico di storia personale, quello che ogni volta che lo apro mi sale una rabbia su quanto possano essere misere le persone, ma anche come si possa diventare migliori pur crescendo in ambienti ostili. Lo lascio aperto per un po’, così a monito… Divago troppo, lo so. Dal suddetto baule ho tirato fuori una stoffa e mi sono messa ad aggeggiare,non posso dire cucire; ogni volta che la parola cucire viene messa in una frase con il mio nome, una sarta ha un attacco di diarrea. Mi sembra stia venendo fuori una giacchina di lana niente male. Via giù,ditemi brava, anche perché rompere solo due aghi in due ore non è da tutti!