Eleganza. Quanto vorrei che questo aggettivo qualificasse anche una minima parte del mio vivere! Vorrei concludere ogni discussione con il naso un po’ arricciato e una lieve scossa di spalle. Invece, ogni volta finisco per essere l’Elegantone (cit. Lo Chiamavano Trinità).
La routine mattutina prevede: sveglia alle 6.30, colazione, accompagnare le twins a scuola, portare fuori Lilli, corsa e poi tutto il resto. Salvo rare eccezioni, il ciclo è pressoché perpetuo. Solitamente mi vesto subito da running, anche per evitare scuse dell’ultimo minuto, quindi quando scendo con Lilly, sono in tenuta tattica. Tra i vari pensionati/pescatori che mi aspettano, uno di questi è sempre curioso: mi sbombola di domande; a volte gli do spago, a volte mi rompe solo le palle. Comunque, tornando a questa mattina, mi vede e fa “ohhh bellina che fai corri stamani? E fin dove arrivi?!” e qui il mio cervello non so di preciso che giri abbia fatto, mi sono sentita rispondere “Ah io parto e finché non sento parlare in francese non mi rigiro!”. Avrei pagato oro per farvi vedere la sua faccia! Biascica qualcosa e ribatte “ma te che lavoro fai?!?” e qui sono crollata, non ne potevo più, l’ho guardato e gli ho chiesto:
“Ti ho spiazzato eh?! Dove mi vedresti bene? Non riesci a classificarmi, vero?”
L’ho lasciato lì, così, fermo, con la canna in mano a fissare il vuoto; meno male che il galleggiante si è mosso quasi subito e l’ha distratto, sennò il salmastro lo avrebbe fatto diventare di sale. Forse anche io però, esagero, in effetti spiazzo un po’ con il mio stile da elegantona. Allego foto. Con il pescatore/pensionato siamo rimasti d’accordo che ogni mattina mi dice un mestiere e quando indovina, lo porto a mangiare un 5&5 da Gagarin.