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Ho sempre avuto il sospetto che l'amicizia venga sopravvalutata. come gli studi universitari, la morte o avere il cazzo lungo. noi esseri umani esaltiamo i luoghi comuni per sfuggire alla scarsa originalità della nostra vita. (Trueba)

Mese

gennaio 2020

Caffè o anfetamine?!?

Ora, non è che devo scrivere tutti i giorni, però dé, finché dura…
Solo per sapere: ma capita solo a me di passare nottate a tremare dal freddo e poi svegliarsi sudati?!? No, perché io è dalle 5.18 che sono sveglia e mi iniziano a girare le palle, ma sopratutto a calare le palpebre. Sono già un sacco di notti che dormo malissimo, magari facessi sogni strani, ma neppure quelli. Boh?!?
Sarà anche questo cielo plumbeo che ricorda Milano, ma non riesco a trovare le energie per arrivare a stasera perché è venerdì e mi aspetta Propaganda Live!!! È anche il compleanno di mio marito, ma diamo alle cose la giusta importanza, tanto sono 20 anni che festeggiamo il suo compleanno e poi adesso tocca alle figlie preparare dolci, comprare regali ecc… Io avevo un solo compito e l’ho scordato. Pazienza, se riesco recupero, sennò spegneremo un lumino più che una candelina.
La mia sensibilità a volte mi lascia disarmata, ma ora sono troppo stanca persino per farmi la morale. Vado di caffè, anche se dicono che la metanfetamina funzioni meglio, lascia magari, qualche dipendenza, ma dopotutto, ognuno ha i suoi difetti.

Aghi ne avete?!?

Oggi, giorno di quelli in cui si corre, sì, ma da un impegno all’altro. Quindi: pantalone vintage, preso in un negozio, scoperto grazie a Giorgia. Più unico che raro, al mitico mercatino americano di Livorno, spicca questo banco di abbigliamento vintage di qualità, roba da perderci la testa!
Il riposo sportivo tra l’altro, dicono faccia bene, anche se non me ne devo approfittare, perché l’ultima volta il mio riposo è durato 20 anni!
Le mie ore libere, le famose ore d’aria, le passo dedicandomi ad un’altra mia grande passione: creare capi d’abbigliamento partendo dagli stimoli che mi dà la stoffa. Sono un’aggeggina: metto insieme idee e passione e a volte vengono fuori cose interessanti. Apro il baule della zia, quello carico di storia personale, quello che ogni volta che lo apro mi sale una rabbia su quanto possano essere misere le persone, ma anche come si possa diventare migliori pur crescendo in ambienti ostili. Lo lascio aperto per un po’, così a monito… Divago troppo, lo so. Dal suddetto baule ho tirato fuori una stoffa e mi sono messa ad aggeggiare,non posso dire cucire; ogni volta che la parola cucire viene messa in una frase con il mio nome, una sarta ha un attacco di diarrea. Mi sembra stia venendo fuori una giacchina di lana niente male. Via giù,ditemi brava, anche perché rompere solo due aghi in due ore non è da tutti!

L’elegantona.


Eleganza. Quanto vorrei che questo aggettivo qualificasse anche una minima parte del mio vivere! Vorrei concludere ogni discussione con il naso un po’ arricciato e una lieve scossa di spalle. Invece, ogni volta finisco per essere l’Elegantone (cit. Lo Chiamavano Trinità).
La routine mattutina prevede: sveglia alle 6.30, colazione, accompagnare le twins a scuola, portare fuori Lilli, corsa e poi tutto il resto. Salvo rare eccezioni, il ciclo è pressoché perpetuo. Solitamente mi vesto subito da running, anche per evitare scuse dell’ultimo minuto, quindi quando scendo con Lilly, sono in tenuta tattica. Tra i vari pensionati/pescatori che mi aspettano, uno di questi è sempre curioso: mi sbombola di domande; a volte gli do spago, a volte mi rompe solo le palle. Comunque, tornando a questa mattina, mi vede e fa “ohhh bellina che fai corri stamani? E fin dove arrivi?!” e qui il mio cervello non so di preciso che giri abbia fatto, mi sono sentita rispondere “Ah io parto e finché non sento parlare in francese non mi rigiro!”. Avrei pagato oro per farvi vedere la sua faccia! Biascica qualcosa e ribatte “ma te che lavoro fai?!?” e qui sono crollata, non ne potevo più, l’ho guardato e gli ho chiesto:
“Ti ho spiazzato eh?! Dove mi vedresti bene? Non riesci a classificarmi, vero?”
L’ho lasciato lì, così, fermo, con la canna in mano a fissare il vuoto; meno male che il galleggiante si è mosso quasi subito e l’ha distratto, sennò il salmastro lo avrebbe fatto diventare di sale. Forse anche io però, esagero, in effetti spiazzo un po’ con il mio stile da elegantona. Allego foto. Con il pescatore/pensionato siamo rimasti d’accordo che ogni mattina mi dice un mestiere e quando indovina, lo porto a mangiare un 5&5 da Gagarin.

Música o plomo.

Spesso si sottovaluta il potere della musica. Anche nel superare i piccoli disagi quotidiani, nello specifico mi riferisco a quando la mattina mi trovo a dover percorrere gli ultimi 300 metri per tornare a casa, dopo aver portato le twins a scuola, in circa 25 minuti. Lungo la strada c’è una scuola superiore e i genitori, sicuramente molto più premurosi di me che alle medie le mollo ad una certa altezza e vanno da sole, devono lasciare i figli, di minimo 15 anni, davanti all’ingresso della scuola. La scena é questa : macchina ferma davanti al portone, scende l’erede, macchina dietro, ferma a 6 m dal portone, non fa scendere il figlio perché giustamente si perderebbe quindi fa 6 metri e lo molla davanti al portone e così via…. Ci sono mattine in cui maledico la razza umana in generale ed altre in cui sono un po’ più specifica, a parte che secondo me così non solo si creano dei disadattati ma si mettono a dura prova gli istinti omicidi del prossimo. Giuro la tentazione di buttare giù il finestrino e sparare a tutti indistintamente, alla Peaky Blinders é veramente alta. E qui, interviene la musica con la sua magia. Ringraziate, Guccini, Vasco, Battiato ma anche il Capitano Marco Galli con la sua ciurma se vedrete ancora l’alba.

Il giorno della memoria. Parte 2.

In questa seconda parte della giornata, la memoria prende un aspetto più familiare perché è il compleanno della primogenita, la figlia dell’amore. Mi ricordo ancora quando all’ospedale, stravolta dall’aver messo al mondo una figlia, a venti anni, nel incoscienza e contro la volontà di tutti, arrivarono i miei zii e lei disse, da prof di storia e letteratura, “wow nascere nel giorno della memoria è una bella responsabilità “e lui, prof di matematica, ” che bello 27 giorno di paga! “. E lei è cresciuta così tanto da diventare uno spettacolo. (cuore di mamma)

Il giorno della memoria. Parte 1.

Giorno della #memoria
“Ehi, avete letto che i nazisti faranno una marcia nel New Jersey? L’ho letto sul giornale. Dovremmo riunirci, andar là e prendere dei mattoni, delle mazze da baseball e poi schiarirgli le idee.”

“C’era un articolo satirico che li distruggeva sulla prima pagina del Times, li distruggeva.”

“Beh: un articolo satirico del Times è una cosa, ma i mattoni e le mazze da golf sarebbero un gran bell’argomento.”

“Ma la parodia corrosiva è sempre meglio della forza fisica .”

“Ma la forza fisica è sempre meglio coi nazisti perché è difficile satireggiare un tizio con le svastiche.”

Manhattan, 1978.

Sono cresciuta guardando, di nascosto, i film di Woody Allen, ho sempre amato il suo sottile sarcasmo, la sua ironia tagliente, quel suo modo di muoversi, di dubitare di ogni parole che alla fine invece viene sparata con freddezza e lucidità. Ecco freddezza e lucidità dovrebbero essere una costante nel combattere i nazisti di ogni genere da quelli dell’ Illinois a quelli padani. Ora e sempre Resistenza.

Run for mem

Poche cose sono importanti quanto la memoria, sia del proprio passato per capire da dove siamo partiti sia quella storica per cercare di fare due volte gli stessi errori. Non avendo trovato una compagna di corsa, ho coinvolto la famiglia nella camminata, un giro di 7 km per il centro con varie tappe nei luoghi più significativi. Partenza ovviamente dalla sinogoga proprio a sottolineare il forte legame che Livorno ha con la Comunità ebraica. Le bimbe chiacchierano, guardano video, camminano ma ascoltano magari con poca attenzione ma sono tutti semi che getto e sono convinta che serviranno alla formazione del loro futuro. Tra i vari fenomeni che ho incontrato mi viene a mente quella che alla mia proposta di portare le bimbe a Genova a vedere Bansky rispose ‘ che palle te con l’arte e le cose di cultura “. Proseguendo poi con il dire che andava a vedere la D’ Urso…qui di io semino nella speranza che le mie figlie da grandi manco sappiano chi sia la D’Urso.

Naturalmente avendo fatto la camminata prima mi sono fatta 5 km di corsa😉

Il venerdì sera…

Divano, copertina e Propaganda Live… Ah bene.

E chi mi ferma più…

Parliamo del film. Prima, però, concedetemi una breve ma fondamentale premessa.
Era finita l’estate da poco, diciamo fine ottobre, passato da poco il compleanno dei 41, iniziate le giornate uggiose e urgeva un rapido bilancio psicofisico per capire come sarebbero andati i vent’anni successivi. Mi sono sempre promessa un check up ventannale, senza furie, per dare tempo alle gioie di evolversi e al karma di calmarsi. Detto ciò, fine ottobre, primi di novembre del 2019 ho dovuto constatare che ho trascurato un po’ troppo il fisico, ma pazienza dicevo, mentre la mia mente sussurrava “pazienza una sega!” Ho iniziato con massaggi e trattamenti paraculo su groupon; su 10 che ne ho acquistati, al settimo ho deciso che mi ero fatta prendere per il culo a sufficienza e ho lasciato il centro estetico con tutte le estetiste/medico/personal trainer /avvocatesse e sticazziste. Quindi ho iniziato la palestra, spinta sopratutto da un marito non solum sportivo, sed etiam super competitivo. Non essendo né sportiva, né competitiva, ma anzi, un po’ sociopatica, sono durata due mesi. C’è poco da fare, non riesco (o non voglio, secondo i posteri) a socializzare e allenarmi con impegno, per di più in un ambiente dove tutte sono esaltate, appartengono all’aristocrazia e mi fanno scattare subito il sarcasmo che sfocia in razzismo verso la cosiddetta “bella gente”. Durante il secondo mese di questa gioiosa attività fisica, in una di quelle sere dove vuoi guardare un film con in mano un fazzoletto, decido tra le millemila offerte di Netflix, o era Amazon prime, non ricordo, decido di guardare questo benedetto

“Brittany non si ferma più “. Un’americanata pazzesca, dove la protagonista, parecchio sovrappeso, dedita a droghe ed alcool, non appena realizza che la causa di tutti i suoi guai non è altro che lei, decide di iniziare dal ripristinare la salute sia psichica, eliminando le persone nocive (quelle che ci sono solo quando loro hanno bisogno di te), che fisica, abbinando ad una salutare alimentazione, della sana attività fisica. Inizia a correre, conosce gente nuova, si sente meglio e si pone come obiettivo, quello di correre la maratona di NY. Dopo due anni ci riesce!! Fin qui niente di che. Quello che mi era sfuggito è che fosse una storia vera, c’erano le immagini della vera Brittany che correva ecc… Non so cosa mi abbia fatto scattare dentro, ma giuro, dal giorno dopo ho scaricato un app, “correre per dimagrire” e ho iniziato ad alternare la corsa alla palestra. Ho iniziato gradualmente, anche perché non ho mai corso, sono passata dal “se mi vedete correre scappate pure voi perché è successo qualcosa” al “vieni a correre con me?”
Con l’anno nuovo ho abbandonato la palestra e quasi ogni giorni mi faccio 5 km. Delusi?!? Lo avevo detto che il film era stupido, con me ha funzionato forse perché anche io sono stupida?!?
A presto

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