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EdnaModeblog

Ho sempre avuto il sospetto che l'amicizia venga sopravvalutata. come gli studi universitari, la morte o avere il cazzo lungo. noi esseri umani esaltiamo i luoghi comuni per sfuggire alla scarsa originalità della nostra vita. (Trueba)

Mese

dicembre 2017

Buoni propositi per l’anno nuovo.

Finalmente ho capito ! Altro che metabolismo lento, calorie, esercizio fisico, io ho una dipendenza da endorfine ! Sono alla base della mia parte sensibile se non le mantengo alte la parte acida prende il sopravvento e cedo al lato oscuro. Il problema è come le rilascio queste endorfine, si un po’ posso correre, un po’ posso saltare, ma queste portano anche spossatezza, dolori e sudore, mentre quelle che rilascio mentre mangio, rido o faccio sesso sono le migliori perché arrivano bene fino al midollo, ti soddisfano tutti i sensi e anche di più. Quindi il mio buon proposito per il 2018 è quello di liberare più endorfine possibile pazienza se dovrò mangiare di più, ridere di più e fare più sesso…naturalmente auguro a tutti millemila endorfine al giorno !!!

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Endorfine…

Come ormai si è capito, per me è diventato importante dedicare un’ora al giorno all’attività fisica: sono dipendente dalle endorfine che si sprigionano con lo sforzo fisico. Detto ciò, a volte mi capita di voler evitare qualcosa e trovare scuse inutili o fantasiose. Ieri ad esempio, ho colto al volo l’occasione per stare a casa, mi spiego: ci hanno comunicato che in palestra non c’era l’acqua calda quindi la doccia post allenamento risultava difficile. Ora, il fatto che io non faccia mai la doccia in palestra non mi ha impedito di unirmi alla protesta (sì, evito da sempre la doccia, sia perché ho una pelle estremamente delicata e prendo al volo qualunque fungo/mollusco ci sia in giro, sia perché tutte queste passere rasate mi fanno paura, io sono una nostalgica delle passere anni ‘80… come sempre divago sul niente). Comunque, forte di queste motivazioni, non vado in palestra e mi dedico alle attività basilari per la gestione della piccola impresa familiare, come: fare la spesa, creare l’ordine apparente, rassettare sarebbe troppo, ma alle 9.45 ero già pronta, in più il marito mi avvisa che il 26 ho vinto i parenti a casa, tutti, cioè proprio tutti: ma che cazzo si festeggia il 26?!Dopo un primo stordimento iniziale decido:

1. Di comprare altri alcolici 2. Ho bisogno di endorfine, quindi, sfumata la palestra, decido di scendere a correre! Mi vesto, preparo un’App fighissima che ti dice quando correre e quando camminare e via! Uscita dal portone sono già pentita. Cerco la luce dentro di me e vado. Corro cammino, cammino e corro. Dopo 20 minuti ho le prime visioni e deciso di tornare indietro, altri 5 minuti e spengo il cell perché ho litigato con la favolosa App che mi continua ad incitare senza capire che speravo nel miracolo tipo teletrasporto, ogni clacson mi giravo nella speranza fosse per me, cavolo incontro sempre qualcuno e stavolta niente, nessuno. Così spengo il cell e decido di camminare veloce, basta corsa. Non sono fatta per correre. Adesso lo so. Oggi sono qui, le endorfine mi stanno lasciando, mentre i parenti si avvicinano…

Ognuno al suo posto.

A voi non succede di isolarvi dal resto del mondo, anche solo per pochi secondi, non come un eremita ma come una sorta di asceta che riflette su quanto ha appena sentito dire? Spero di sì, perché a me capita spessissimo, soprattutto quando sono stanca o c’è confusione intorno a me come ad esempio in palestra. Già, vado ad allenarmi… parolone, diciamo che mi prendo cura del mio corpo per un’ora al giorno, sottoponendomi a fatiche estreme e discrete figure di merda. Direi che è più appropriato così, l’italiano è bello perché consente di poter esprimere lo stesso concetto in una marea di modi diversi.

Dicevo, che la mattina vado presto in palestra, così ho tutto il giorno libero per recuperare fiato ed energia, roba che alle 9 sono già in movimento da un po’, poi la compagnia ci mette del suo a farmi divagare perché se il mio livello di concentrazione è basso di suo, sotto sforzo è inesistente. Quindi, quando una signora come Daniela, nome di fantasia ( non è vero), tutta elegante, fashion e super raffinata, un po’ la mia nemesi, inizia a fare paragoni tra la suoneria di un cellulare con tutti gli uccellini e il proprietario del cellulare stesso, capirete che la difficoltà di restare concentrati aumenta, per cui spesso partono ammonimenti da parte dell’istruttore. L’ultima volta mi ha dato l’aut aut: se volevo partecipare all’allenamento successivo, sarei dovuta andare sul palco con lui. Ahahahahah! Dice di essere serio, al che pongo le mie condizioni: sul palco salirò solo se mi recuperava un completino alla Jane Fonda, perché bisogna avere stile anche per le figure di merda. Aspetto ancora di salire. Nel frattempo è partita un’altra riflessione, mentre io soffrivo nel cercare di fare degli esercizi sugli addominali l’istruttore ha iniziato a spiegare quanto sia importante rafforzare l’addome, non solo dal punto di vista estetico per avere pancia piatta, ma sopratutto per una migliore funzionalità degli organi interni che restano al loro posto e qui mi sono persa… perché se è vera questa cosa allora io per un po’ mi fermo. Devo lasciare più spazio al fegato: più comodo sta, meglio è, non conosco altro modo di superare il Natale con i parenti, se non arrivare brilla alla cena del 24 e finire sbronza alla cena del 25.

Sole, mare e Moscov Mule.

Oggi, in una delle mie pause mentali sul web, non di quelle da wc, ma di quelle digestive, quindi più soft per permettere una corretta assimilazione del cibo, mi sono messa a saltare da una persona all’altra tra quelle che fb mi propone come conoscenti. Mi sono imbattuta in quelle che si definiscono “mamme per caso”, “mamme per sempre” “mamme per amore”, “avventura di noi” e la pausa stava per trasformarsi in una di quelle da wc. Ma come si fa ad essere così? Cioè, completamente ed esclusivamente mamme. Per molte donne l’essere mamma riempie la totalità della vita: se sei mamma, sei tutto. Impensabile: io rimango sempre me stessa. Sono ANCHE mamma.

L’analisi dei vari blog, poi, mi ha fatto pensare di essere proprio di un altro pianeta. Sarò anche intollerante per natura, ma, cavolo, gli argomenti sono da palle ai piedi (e qui torna il vecchio consiglio di trombare di più, ma io sono la solita pervertita si sa). E poi li trovo anacronistici: come si fa ad avere, che so, sei figli, meno di 40 anni e avere il sorriso ebete sulle labbra, mentre ti fai foto di gruppo con scritte tipo “mare, sole, preghiera; non chiedo altro”? Quando io, per avere lo stesso sorriso, dovrei postare “mare, sole e Moscov mule”.

Per chiarire: non parlo di “mamme pancine”, ma di mamme super attente e super amiche dei loro figli, quelle che sanno sempre tutto quello che è meglio, non solo per i loro figli, ma anche per i tuoi, perché lo sentono a pelle. Poi, se vai a vedere, questi figli si drogano come caimani, però pregano. Sono quelle persone che “ah, su fb non pubblico niente, non mi piace“ e poi sui blog, pubblicano anche le cacche dei figli.

Quando ho deciso di aprire un blog, pensavo di poter interagire con altre donne anche sul l’essere mamme, ma subito mi sono accorta che come spesso mi capita, non rientravo in nessuna categoria. Niente da fare: tutte le varie community mi stavano strette, quindi ho preso le mie Pena,Panico e Agonia e mi sono tirata fuori da tutto anche perché, ok conoscere il diverso, ma se queste diversità mi fanno entrare il giramento di, è bene eliminarle anche perché, per questo, ho una bella schiera di parenti che mi tiene impegnata in questo periodo…

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