Un po’ mi fanno pena quelle persone che non riescono a rilassarsi mai, neppure al mare. Come quella che va a fare la nuotata perché fa bene alle ossa, scioglie la schiena e che dice “che bello guardare tutti i pesci!” ma che poi, però, mi confida che dopo un brutto incidente non si fida più ad andare lontana da sola e mi chiede:

-Ma tu, nuoti?

Sollevando appena lo sguardo dal libro che ho in mano, sdraiata sul lettino a bordo mare le confido:

-Per lo più galleggio.

Capisce, sorride e va a cercare altrove. 

Giusto il tempo di girarmi sul lettino (con l’abilità di una foca tra l’altro), mettermi pancia sotto, cadere in coma per qualche istante breve ma profondo a tal punto da lasciare impresso sul corpo tutti i segni del telo sotto di me, che ne passano tre in fila indiana che vanno a fare un tuffo dagli scogli e si lanciano di testa. 

-Vieni?

Ma io preferisco entrare in acqua lentamente partendo dalla riva con calma dove tocco e dove sopratutto non è necessario il gesto atletico. Sicuramente risulterò scorbutica o asociale, magari un po’ lo sono, ma cosa ci posso fare se preferisco fare quello che piace a me piuttosto che quello che fanno gli altri?Fortunatamente la mia coinquilina di ombrellone la pensa come me; ci tuffiamo quando abbiamo caldo e quando ci scappa la pipì, si legge, si chiacchiera di scienza, arte, letteratura e non degli uomini che passano davanti a noi, come fanno le altre. È lei che mi ha introdotto alla filosofia del “pensaci c’è sempre qualcosa di meglio da fare”, pensiero che più volte mi ha salvato ad esempio, dal passare giornate in casa a rassettare. Ancora non padroneggio l’arte della persuasione di cui lei è gran maestra, però trovo fantastica l’abilità con cui riesce a convincere gli altri di essere in grado di fare qualunque cosa, come quando mi ha convinto che spendere soldi per tagliare i capelli a Pena e Panico era stupido perché ero perfettamente in grado di farlo da sola. In effetti li ho tagliati alla caxxo di cane ma li ho tagliati e sopratutto ho capito che lei aveva ragione. 

Quindi quest’estate, se mi vedete sdraiata sul lettino a parlare con una bionda dall’aria rilassata, non mi disturbate per cose futili come un bagno, una passeggiata o due chiacchiere, perché sono a lezione.

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