C’è poco da fare: con la tecnologia non ci puoi ragionare, non c’è verso; segue schemi, combinazioni prestabilite, non puoi trovare un compromesso. Oggi, per esempio, ho dovuto litigare per venti minuti buoni buoni con la password per l’ID Apple. Mi hanno voluto cambiare la precedente, non so bene per quale motivo, e la nuova deve contenere: una maiuscola, un carattere speciale, un numero, una parte del codice di Amurrabi, le prime tre righe della Stele di Rosetta, ma sopratutto non deve essere simile ad una password usata nell’ultimo anno…No, dico e poi? Già faccio fatica a ricordarmi il numero di cellulare, perché dovrei fare tanta fatica per una password a cui non è legata nessuna carta di credito, nè tantomeno nelle app ci sono nascosti chissà quali segreti, al massimo se mi entrano nel profilo si fanno due partitine a Ruzzle e si guardano due foto idiote fatte con Snapchat. Quindi, con l’eleganza innata che mi contraddistingue, dopo aver provato varie combinazioni, ho ceduto alla parte animale che è in me e ho digitato come nuova password: “Aveterottoilca**o5” !! Sono piccole soddisfazioni che nella vita fanno bene, fai capire alla tecnologia chi è che comanda, che comunque a progettare il tutto è un essere umano… almeno fino a quando Pena e Panico di chiedono la password per scaricare un giochino e lì, dandoti un tono, dici: “Ve la scrivo io perché l’ho messa in latino”. Sono proprio una brutta persona.

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