Ci sono incontri che ti cambiano la giornata, a volte ci metti un po’ per capirne l’importanza da tanto che sono inaspettati; il mio per esempio inizialmente mi ha lasciato senza parole, ma andiamo con ordine. Lunedì mattina apro il portone e un signore mi chiede – Scusi, ma lei lo conosce il Petrocchi che ha scritto “I sacrifici” ?! – Lì per lì, come ho già detto, sono rimasta a bocca aperta, sarà che avevo Pena e Panico da portare a scuola e Lilli al guinzaglio che tirava come una muta impazzita, fatto sta che ho solo saputo dire – No, mi spiace ! Ho letto nei suoi occhi una profonda delusione che un po’ mi ha fatto vergognare. Essendo profondamente curiosa e detestando l’ignoranza, sono andata a cercare in rete chi fosse questo Petrocchi, perché lo ammetto, come nome non mi diceva proprio niente. Scopro che è esistito eccome: Policarpo Petrocchi (Pistoia, 16 marzo 1852 – Pistoia, 25 agosto 1902) è stato uno scrittore, filologo e lessicografo italiano, a lui si deve il primo vocabolario della lingua italiana, edito tra l’altro a fascicoli. Niente notizie però su un’opera detta “I sacrifici”. Potevo semplicemente farmi due risate ed andare oltre, cosa che inizialmente ho fatto, ma, essendo dissociata di natura, non sono riuscita ad andare oltre; ho dovuto dedicare tempo ed energie a cercare notizie, conoscere, per non farmi trovare impreparata la prossima volta, volevo anche capire cosa spinge un uomo alle 8.10 di mattina a porre queste domande così a bruciapelo ad estranei; vuole forse testare il livello di ignoranza culturale per farsi lui due risate o forse hanno fatto la stessa domanda a lui la sera prima ma, non avendo internet, non ha potuto placare la sua curiosità velocemente come ho fatto io o molto più probabilmente cercava una persona colta con cui conversare? E a ridere adesso è lui!

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