Forte di citazioni come “La causa principale dei pr14280567_959731527469520_1456224319_n1oblemi è che al  mondo d’oggi gli stupidi sono strasicuri, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi.” (B. Russell) mi convinco di essere dalla parte giusta del fiume e riesco a sopravvivere. Ogni azione porta delle conseguenze e non sempre pari e contrarie. Educare i figli attraverso l’esempio è una delle mie più grandi convinzioni, il problema è che non sempre credo di essere la persona più adatta da prendere a modello.  Dico veramente un sacco di parolacce, mi innervosisco troppo di fronte alla stupidità umana, sono intollerante verso la “bella gente” e il “bel mondo”, mi vengono le bolle al solo pensiero. Detto ciò credo nella evoluzione della specie,  quindi spero  che la mia  prole migliori i miei difetti, li perfezioni fino a farli diventare pregi; non sarà un compito facile, dovranno lavorare parecchio, ma sono sicura che ci riusciranno. Tra i vari pregi che ho,  quello che preferisco è, come ho già detto l’intolleranza, non una antipatia generica; spesso non tollero che altre persone respirino la mia stessa aria, abbiano il mio stesso diritto di voto e cose simili, quindi quando la figlia grande mi chiede, anzi mi sfinisce per un’estate intera, di poter andare ad una serata in discoteca in cui l’ospite è un “ballerino”, l’ex di, il prediletto di, insomma un personaggio  che racchiude tutto quello che detesto, mi faccio tremila domande su quello che ho trasmesso come genitore, su come sia possibile che mia figlia, sangue del mio sangue, possa smaniare per vedere un essere del genere; poi, sotto consiglio della mia amica geniale, faccio un salto indietro nel tempo,  mi vedo a 17 anni e capisco che forse esagero, che c’è tempo per crescere e iniziare a detestare la “bella gente”. Passa l’estate, si avvicina la data del triste spettacolo, ma non mi arriva nessuna richiesta, quindi chiedo il motivo e la risposta mi spiazza: “Sai mamma nella stessa data c’è il compleanno di Tizio. Non essendo “figo” nessuno ci va e a me dispiace troppo; non lo trovo giusto, quindi vado al suo compleanno”.  E qui scatta l’applauso. Sto facendo un buon lavoro, in culo a tutti quelli che per anni si sono presi la briga di riempirmi di consigli, non richiesti, solo per il fatto che ero giovane e quindi incapace,  a detta loro, di crescere figli.

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