Anche oggi la parte Lama ha preso il sopravvento. Non bisogna mai abbassare la guardia, mai farsi trovare stanchi, perché lui è lì, pronto a dare il colpo di tacco che ti cambia la giornata. A mia discolpa devo dire che la gente ci mette del suo, ma andiamo con ordine: la prima parte della mattina, fino verso le 10.30, è Mia, non degli impegni, delle scadenze, delle spese, è solo mia e ci sono arrivata dopo lunghi anni di lotta contro i limiti che mi auto-imponevo. Privarmi di queste ore è come privare un carcerato dell’ora d’aria giornaliera. Lo sciagurato a cui oggi sono state rivolte tutte le mie attenzioni, a cui ho associato in rima ogni santo del paradiso, è il postino che non ha suonato per avvisarmi di una raccomandata che ero rimasta a casa ad aspettare. Un’altra persona che devo ringraziare, è la validissima segretaria della pediatra: mentre mi rispondeva con quella ghigna a professorissina, la mia mente mi mostrava la scena in cui la prendevo per la testa e dolcemente, la battevo con energia sul mio ginocchio. Con questo spirito carico d’amore per il prossimo mi sono accinta a perdere altre ore d’aria preziose, facendo una fila in ospedale e lì il Lama non ha più retto ed è scappato fuori.

Logicamente, essendo questo un paese altamente evoluto, anche dal punto di vista tecnologico, il display dei numeri non funzionava e tra i vecchietti giravano allibratori che spacciavano numeri passati da poco, quindi ho fatto un bel respiro, ho preso il mio numero e mi sono messa in fila. Dopo un po’ è arrivata una suora che ha cercato, neppure troppo velatamente, di passare avanti a tutti perché “io suora, io non capire”.

“Venga, venga capisco io che vuole passare avanti-ha detto Lama- deve prendere il numero e mettersi in fila, questa è la legge degli uomini, discutibile, ma uguale per tutti come quella divina”. Capisco che non è bello sfogarsi con i più deboli, ma lei non era debole né ingenua, perché sono convinta, si leggeva benissimo dallo sguardo che aveva mentre tornava indietro a prendere il suo numerino, mi ha raccomandato per un posto negli inferi. ” Non affannarti a mandarmi all’inferno: conosco la strada “.

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