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EdnaModeblog

Ho sempre avuto il sospetto che l'amicizia venga sopravvalutata. come gli studi universitari, la morte o avere il cazzo lungo. noi esseri umani esaltiamo i luoghi comuni per sfuggire alla scarsa originalità della nostra vita. (Trueba)

Mese

febbraio 2017

L’intollerante.

Forte di citazioni come “La causa principale dei pr14280567_959731527469520_1456224319_n1oblemi è che al  mondo d’oggi gli stupidi sono strasicuri, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi.” (B. Russell) mi convinco di essere dalla parte giusta del fiume e riesco a sopravvivere. Ogni azione porta delle conseguenze e non sempre pari e contrarie. Educare i figli attraverso l’esempio è una delle mie più grandi convinzioni, il problema è che non sempre credo di essere la persona più adatta da prendere a modello.  Dico veramente un sacco di parolacce, mi innervosisco troppo di fronte alla stupidità umana, sono intollerante verso la “bella gente” e il “bel mondo”, mi vengono le bolle al solo pensiero. Detto ciò credo nella evoluzione della specie,  quindi spero  che la mia  prole migliori i miei difetti, li perfezioni fino a farli diventare pregi; non sarà un compito facile, dovranno lavorare parecchio, ma sono sicura che ci riusciranno. Tra i vari pregi che ho,  quello che preferisco è, come ho già detto l’intolleranza, non una antipatia generica; spesso non tollero che altre persone respirino la mia stessa aria, abbiano il mio stesso diritto di voto e cose simili, quindi quando la figlia grande mi chiede, anzi mi sfinisce per un’estate intera, di poter andare ad una serata in discoteca in cui l’ospite è un “ballerino”, l’ex di, il prediletto di, insomma un personaggio  che racchiude tutto quello che detesto, mi faccio tremila domande su quello che ho trasmesso come genitore, su come sia possibile che mia figlia, sangue del mio sangue, possa smaniare per vedere un essere del genere; poi, sotto consiglio della mia amica geniale, faccio un salto indietro nel tempo,  mi vedo a 17 anni e capisco che forse esagero, che c’è tempo per crescere e iniziare a detestare la “bella gente”. Passa l’estate, si avvicina la data del triste spettacolo, ma non mi arriva nessuna richiesta, quindi chiedo il motivo e la risposta mi spiazza: “Sai mamma nella stessa data c’è il compleanno di Tizio. Non essendo “figo” nessuno ci va e a me dispiace troppo; non lo trovo giusto, quindi vado al suo compleanno”.  E qui scatta l’applauso. Sto facendo un buon lavoro, in culo a tutti quelli che per anni si sono presi la briga di riempirmi di consigli, non richiesti, solo per il fatto che ero giovane e quindi incapace,  a detta loro, di crescere figli.

La mia amica geniale 

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Se i sogni sono la porta sul nostro inconscio, è bene che la mia rimanga ben chiusa. Se saperli interpretare è importante per conoscerci meglio, a me sta bene avere un rapporto superficiale con il mio inconscio. Non voglio capire i motivi che stanno dietro al sogno che mi ha fatto svegliare con un peso sul cuore e un’incazzatura nell’anima. Però lo racconto così magari non ci penso più. Era una notte buia e tempestosa, non è vero era solo notte, ma adoro Snoopy, comunque era notte. Squilla il telefono, ed, essendo l’unico menbro della famiglia che reagisce in tempi brevi se stimolato, vado a rispondere. Era la polizia di Lucca: una donna con voce cupa si scusa per l’ora, ma deve informarmi che la mia amica, quella che sa più cose di me che io stessa, quella con cui non riesco ad essere normale, quella che fa la saggia perché lei certe cose le ha studiate, quella che è sempre stata fuori da ogni schema, insomma lei, è morta e chiamano me perche è l’unico numero che si legge sul suo cellulare anteguerra è il mio. Mi assale subito un dolore al petto, mi tremano le gambe, non capisco, penso subito alla figlia, al compagno e ora come faccio a dirlo. Poi chiedo come è successo e, qui cari dottori mi dovete venire incontro, perché l’amica, quella cretina che deve sempre fare l’alternativa, era andata con un’amica a mangiare la pizza e fin qui tutto bene; il problema è che lei è anche vegetariana quindi non poteva ordinare una pizza che so broccoli e salsicce o speck e mascarpone no, lei deve fare l’originale e allora ordina una pizza ai petali di rosa e resta soffocata proprio con un petalo. Quindi mi sveglio stanca, triste e incazzata.

About

Edna è la linea orizzontale che mi ancora al quotidiano, Mode ( Idiot) rappresenta l’idiota che è in me, quello che tende a prendere il sopravvento proprio quando Edna crede di avere tutto so…

Sorgente: About

Ore d’aria

Anche oggi la parte Lama ha preso il sopravvento. Non bisogna mai abbassare la guardia, mai farsi trovare stanchi, perché lui è lì, pronto a dare il colpo di tacco che ti cambia la giornata. A mia discolpa devo dire che la gente ci mette del suo, ma andiamo con ordine: la prima parte della mattina, fino verso le 10.30, è Mia, non degli impegni, delle scadenze, delle spese, è solo mia e ci sono arrivata dopo lunghi anni di lotta contro i limiti che mi auto-imponevo. Privarmi di queste ore è come privare un carcerato dell’ora d’aria giornaliera. Lo sciagurato a cui oggi sono state rivolte tutte le mie attenzioni, a cui ho associato in rima ogni santo del paradiso, è il postino che non ha suonato per avvisarmi di una raccomandata che ero rimasta a casa ad aspettare. Un’altra persona che devo ringraziare, è la validissima segretaria della pediatra: mentre mi rispondeva con quella ghigna a professorissina, la mia mente mi mostrava la scena in cui la prendevo per la testa e dolcemente, la battevo con energia sul mio ginocchio. Con questo spirito carico d’amore per il prossimo mi sono accinta a perdere altre ore d’aria preziose, facendo una fila in ospedale e lì il Lama non ha più retto ed è scappato fuori.

Logicamente, essendo questo un paese altamente evoluto, anche dal punto di vista tecnologico, il display dei numeri non funzionava e tra i vecchietti giravano allibratori che spacciavano numeri passati da poco, quindi ho fatto un bel respiro, ho preso il mio numero e mi sono messa in fila. Dopo un po’ è arrivata una suora che ha cercato, neppure troppo velatamente, di passare avanti a tutti perché “io suora, io non capire”.

“Venga, venga capisco io che vuole passare avanti-ha detto Lama- deve prendere il numero e mettersi in fila, questa è la legge degli uomini, discutibile, ma uguale per tutti come quella divina”. Capisco che non è bello sfogarsi con i più deboli, ma lei non era debole né ingenua, perché sono convinta, si leggeva benissimo dallo sguardo che aveva mentre tornava indietro a prendere il suo numerino, mi ha raccomandato per un posto negli inferi. ” Non affannarti a mandarmi all’inferno: conosco la strada “.

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