Si, va bene: il sole, l’acqua turchese, le spiagge fatte di piccole conchiglie bianche, i pesci… tutto molto affascinante, ma la cosa più bella della Sardegna rimane la bilancia di casa dei suoceri perché, cosa c’è di più bello che arrivare e vedere che la fatica della traversata ti ha fatto perdere almeno tre chili? Che con il metabolismo bastardo che mi ritrovo, non avrei perso neppure se Livorno-Olbia la facevo a nuoto. Caricata dal pensiero di quei chili in meno, la mente si convince che posso eccedere, lo stomaco non aspettava altro ed è l’inizio della fine… ma non importa, perché quella bilancia ti capisce, ti perdona e ti aggiunge a volte appena qualche grammo, magari solo quando esageri con le tumbarellas. È un circolo vizioso che si frantuma appena scendo dal traghetto, arrivo a casa e salgo su quella stronza della mia bilancia che mi guarda come per dire “in due non vale, uno deve scendere!”

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