Che questa fosse un’estate particolare lo sapevo fin dall’inizio. Mi sono data alla lettura, ho mangiato libri e bevuto saggi come se non ci fosse un domani, cercando in essi la risposta alle domande che mi assillano da sempre. E alla fine l’ho trovata, ma non nei libri bensì nella vita quotidiana, ad uno di quegli eventi dove non vai molto volentieri in estate, con il caldo, l’afa e la necessità di vestirti per l’occasione: un matrimonio. Stavolta però non era un matrimonio qualunque, dove gli sposi sono giovani e belli e dove devi divertirti per forza, dove ci deve essere confusione per forza, dove tutto è un po’ forzato verso l’ostentazione, l’autocelebrazione, dove “se non lo fai oggi, quando lo fai?”, dove si sprecano insomma i luoghi comuni, ma una festa in cui si sono celebrati l’amore, la felicità e l’amicizia, i valori universali del vivere bene. 

Gli sposi, diversamente giovani, si sono conosciuti su Facebook: lui italiano lei canadese, hanno comunicato con il traduttore per diverso tempo, poi a gesti e adesso con gli occhi.

Lui imbarazzato, un po’ in difficoltà per l’essere al centro dell’attenzione, lei in bianco, bella, fresca, semplice, sorridente: uno spettacolo!

Il celebrante, un amico dello sposo con t-shirt monster Mozart e credo, piuttosto fumato, ha detto semplicemente 

-Omnia vincit amor et nos cedamus amori. 

Poi con gli strumenti adatti ha controllato la qualità degli anelli. 

Stavo per dimenticarmi la damigella, compagna del celebrante in abito bianco di tulle con pizzo e gale, capelli lunghi neri tinti, con ricrescita con treccine sparse e soprattutto scalza. Dopo il Sì, detto tra arrossimenti vari, è iniziata la festa. Una cena tra amici e parenti, poche persone con serie difficoltà di comunicazione, non tanto per la differenza la d’età quanto proprio per la lingua parlata; il mio vicino ad esempio, era un portoghese che vive a Nantes con moglie canadese, quindi ho parlato un po’ in francese un po’ in spagnolo e a volte in inglese: favoloso!

Ma la cosa più bella che veramente mi ha fatto aprire gli occhi e mi ha dato la risposta che cercavo, è stata la bomboniera. Sinceramente non mi aspettavo niente e invece mi sono vista consegnare un bel sacchetto di raso con dentro una loro foto, confetti di varie forme e colori ma soprattutto le frizzi pazzi, le caramelle che scoppiettano in bocca! E lì ho capito che bisogna sempre affrontare la vita con un po’ di leggerezza, è necessario galleggiare sopra le apparenze, i luoghi comuni, le malelingue con la bocca piena di bolle scoppiettanti e non solo: è fondamentale che la bocca sia aperta e che ci si impegni a sentire le bolle con tutti i sensi. Liberiamoci gente, viviamo felici e circondati di amici e forse riusciremo un giorno ad avere qualcuno vicino con cui condividere le frizzi pazzi.

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