Con gli occhi lucidi dall’emozione passeggiava avanti e indietro per vedere meglio le sue curve: morbide, sinuose, di origine classica; impazziva per quel suo carnato così dorato, quasi esotico. E quel profumo poi, talmente dolce! Si immaginava spesso di stringerlo tra le mani, di farlo suo, dapprima lo avrebbe sfiorato delicatamente con le labbra, gli occhi socchiusi per nascondere la vergogna, per poi lasciarsi avvolgere da tutta la sua fragranza in un lungo bacio alla francese. Eppure rimaneva lì, fermo ad aspettare un segnale, un gesto che lo invitasse all’azione; a volte passavano ore, a volte bastava un sorriso. Quel giorno era troppo agitato, si era svegliato con il bisogno di averlo tutto per sé, ma sapeva che era sbagliato, non poteva andare ogni giorno per cercare di placare la voglia, non gli faceva bene eppure anche oggi era lì, davanti a quella vetrina ad aspettare di incontrare lo sguardo della ragazza e dirle ” Il solito babà grazie !”.

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