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Cresciuta con un grande uomo, mio zio, e con la grande donna che gli stava accanto posso dire che se sono così oggi è grazie (o per colpa) a loro; animata infatti da un forte spirito di contraddizione e circondata da soggetti mediocri, ogni volta che, gli zii mi portavano un libro o mi portavano in un museo, io storcevo il naso e sbuffavo perché era più semplice uniformarsi alla massa e non ricevere continui stimoli. Fatto sta che dopo anni di libri lasciati a riempirsi di polvere sugli scaffali, un giorno, decisi che forse potevo leggerne qualcuno e da quel giorno non sono più riuscita ad allontanarmi troppo dai libri, ne ho sempre uno in borsa. Che un Dio protegga gli spiriti contraddittori e le belle persone.

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Che Ozpetek fosse anche scrittore l’ho scoperto durante “Ti racconto il mio prossimo libro”, una bellissima manifestazione estiva a Pietrasanta. Mi ha subito affascinata e mi sono detta “se scrive come parla e se le sue storie sono come i suoi film allora è fatta”. Ed infatti non sono rimasta delusa dal suo “Sei la mia vita”. I personaggi che popolano il palazzo di via Ostiense ci sono, sono indimenticabili, estrosi, le loro storie sono coinvolgenti, si intrecciano e conducono ad altre figure diametralmente opposte. Il ritmo è sostenuto. Personalmente non conoscevo la Roma degli anni  Settanta-Ottanta, ero troppo piccola, ed è stato bello apprendere dell’atmosfera di libertà intellettuali e sessuali senza freni, della maledizione dell’Aids. Le pagine sono piene di sentimenti, lacrime, risate.
Le pagine stavano per finire e sentivo che mi mancava qualcosa, perchè l’uomo a cui il protagonista apre la propria vita non reagisce, non risponde; mi bastava anche solo un lamento, ma niente. Ero sul punto di bollare il libro con un NI quando, alla fine, ho capito. Forse perché anche io amo follemente.
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