Il suo grande problema era la tempistica, quello che la fregava veramente era quel “nel frattempo”. Perché nel frattempo c’è la vita, c’è sempre qualcosa di meglio da fare che cucinare; adesso, però, deve rimanere concentrata. Sembra semplice. Armata di tutte le buone intenzioni, prende una pentola capiente; pulisce sedano, carota e cipolla e li immerge in tanta acqua, aggiunge la carne, mette tutto sul fuoco e adesso deve solo aspettare.
Il miglior modo che conosce per passare il tempo senza uscire di casa è leggere un buon libro. Si impone di controllare ogni dieci pagine come procede il brodo, ma lo scadere del tempo di cottura non coincide con la fine del capitolo, così porta il libro con sè in cucina e, mentre toglie la pentola dal fuoco, continua a leggere. Gli occhi sono ancora sul libro nel momento in cui versa nel colapasta il brodo appena fatto, solo uno schizzo di liquido bollente la riporta alla realtà.
Vabbè, dai-pensa- lo svezzamento inizierà domani.

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