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EdnaModeblog

Ho sempre avuto il sospetto che l'amicizia venga sopravvalutata. come gli studi universitari, la morte o avere il cazzo lungo. noi esseri umani esaltiamo i luoghi comuni per sfuggire alla scarsa originalità della nostra vita. (Trueba)

Mese

dicembre 2015

A.A.A. Spirito Natalizio cercasi.

Manca veramente poco al Natale e ancora di spirito natalizio in me non vi è traccia, così sono andata a cercare dei vademecum su internet, ma mi sono inacidita ancora di più! Anzitutto consigliano di diffondere in casa melodie a tema: potrei anche provare, ma solo i titoli mi deprimono poi io amante degli spacca timpani quale sono, andrei subito all’inferno. Altro consiglio che offrono è di fare un bel giro in centro a caccia di regali, ma anche lì, niente: io amo fare shopping online e detesto i “anche a te e famiglia”. 

Neanche gli altri suggerimenti mi hanno aiutato, quindi ho iniziato a pensare a quando lo spirito natalizio mi ha abbandonato e sono arrivata alla conclusione che il fattaccio è avvenuto quando ho smesso di credere a babbo natale, così ho preso carta e penna, ho pensato a quale titolo potesse avere oggi il vecchietto  e mi sono messa a scrivere    “Caro tenente colonnello, babbo natale..”.

A.A.A. Spirito Natalizio cercasi.

Manca veramente poco al Natale e ancora di spirito natalizio in me non vi è traccia, così sono andata a cercare dei vademecum su internet, ma mi sono inacidita ancora di più! Anzitutto consigliano di diffondere in casa melodie a tema: potrei anche provare, ma solo i titoli mi deprimono poi io amante degli spacca timpani quale sono, andrei subito all’inferno. Altro consiglio che offrono è di fare un bel giro in centro a caccia di regali, ma anche lì, niente: io amo fare shopping online e detesto i “anche a te e famiglia”. 

Neanche gli altri suggerimenti mi hanno aiutato, quindi ho iniziato a pensare a quando lo spirito natalizio mi ha abbandonato e sono arrivata alla conclusione che il fattaccio è avvenuto quando ho smesso di credere a babbo natale, così ho preso carta e penna, ho pensato a quale titolo potesse avere oggi il vecchietto  e mi sono messa a scrivere    “Caro tenente colonnello, babbo natale..”.

I veri sognatori non dormono mai. ( Edgar Allan Poe)

Aveva proprio ragione la nonna quando diceva di non voler morire perché ogni giorno imparava una cosa nuova. Che era una mattina importante avrei dovuto capirlo subito, quando già alle 8.14, Nicoletta (il mio maestro Yoda) con poche parole mi ha fatto crescere ancora un pezzettino. Dopo una nottata simpatica, una di quelle dove fai più chilometri che da sveglia perché Pena & Panico hanno tutti i bisogni del mondo, una di quelle in cui se hai dormito 3 ore di fila è tanto, vieni svegliata da una serie di messaggi dal gruppo “mamme scuola”, su WhatsApp che ti fanno rimpiangere di aver dato confidenza a tutte le mamme. Comunque riesco a controllarmi e nel gruppo ufficiale non commento ma contatto in privato il mio maestro Yoda e vomito tutto l’acido che si era accumulato nelle mie viscere, poi prendo fiato e ascolto, o meglio leggo “ sii incazzatissima con chi capisce ed è coinvolto ( non con chi non ci arriva).” E lì mi si è aperta una finestra nella mente ed ho capito, quasi subito.

Altro insegnamento della mattinata mi è arrivato dalla mia personale Miranda Priestly, in poche ore mi ha spiegato, facendomi partecipe anche di lezioni pratiche, come gli uomini devono fare i regali alle donne. Innanzitutto la donna deve avere le idee chiare su quello che vuole (in questo caso un anello, semplice ma strapieno di pietre), poi si deve recare dal gioielliere di fiducia e iniziare la ricerca. Una volta trovato quello che stava cercando, lo fa adattare al suo anulare e lascia un acconto a nome dell’uomo che dovrà farle quel dono. A questo punto il regalo è quasi fatto, rimane solo di farsi ridare l’acconto una volta scartato il pacchetto. Io qui mi perdo, non solo per colpa mia, eternamente alla ricerca di qualcosa di rock con accenni punk ma classico, ma soprattutto per la sensibilità dell’uomo al mio fianco che è pari a quella di una carica di rinoceronti con evidenti problemi di orchite.

Chiara.

Siamo fatti per 70 % d’acqua: quella di Chiara deve essere salata. Ha sempre pensato di non poter vivere lontano dal mare, quando studiava a Milano e tornava solo il fine settimana, passava ore da sola in cima al molo, per ricaricare i polmoni e l’anima di quel salmastro che riusciva a mettere pace nel suo animo. Perché in fondo tutti gli avvenimenti degni di nota della sua vita sono avvenuti o in mare o ad esso vicini; come la prima volta che ha fatto l’amore, distesa sul bagnasciuga in cerca di interpretare i segnali che le venivano mandati dal cuore e da quella parte razionale del suo cervello che non dorme mai. Come dimenticare anche la prima volta che su una barca ha detto per la prima volta “Ti Amo” ed ha capito che quella era la donna della sua vita? Il salmastro, linfa vitale della sua anima, riesce a lasciarla sospesa in un limbo tra mare e cielo dove tutto è possibile, anche essere liberi di amare.

Frau, La Mitica e le mamme di oggi.

I.

Il potere della fantasia non si ferma mai, anzi, invecchiando migliora se si tiene in allenamento. Io, grazie ai vari superpoteri, faccio quotidiane sessioni di esercizi per rimanere sempre con gli occhi socchiusi e la mente spalancata. Sono spesso circondata da persone più grandi me, non sempre per mia scelta, spesso per necessità, comunque, il fatto è questo : ci sono alcuni soggetti che si prendono troppo sul serio, soprattutto le mamme all’uscita di scuola, che si atteggiano a eroine, o peggio a strafiche, finte-inconsapevoli, della serie “ioo?! non riesco neppure a pettinarmi” e magari hanno una crocchia tirata che non sarebbe riuscita neanche alla Osiris. In quel preciso istante (o di fronte a certi personaggi) si attiva la mia parte intollerante che a sua volta fa ribollire l’acido presente in me e se il filtro bocca/cervello funziona, la cattiveria la dico nella mia mente e trasformo il soggetto in un personaggio del mondo dello spettacolo, se il filtro è difettoso pronuncio davanti a pochi intimi i miei sentimenti, nascono buffi soprannomi e ci facciamo due risate. Se il filtro si rompe, però, nascono le tragedie. Questo superpotere ha fatto nascere personaggi come Frau Blucher: una mamma della peggior categoria, non solo perché mi ha chiesto se ero incinta e non lo ero, ma perché è una di quelle super gentili che ringraziano per qualunque cosa tutto tutti e ti fanno pensare che dietro ci sia della finzione. Una di quelle vestite sempre secondo le 1000 sfumature del grigio topo, sempre austera, una di quelle che dice “vulva”, che, se ride, si mette la mano davanti alla bocca, che ha un tono di voce alla Sbirulino e sopratutto che va al coro della chiesa perché, parole sue non tromba, almeno così pensa ad altro (conoscendo la fama del prete credo che faccia lezioni private). Da e con lei sono nati anche Baby Frau e il piccolo Igor, so che non si scherza sui bambini ma dovreste conoscerli: uguali!

Alla categoria del filtro difettoso appartiene ad esempio anche La Mitica, perché, pur partendo dal presupposto che ognuno è libero di fare quello che vuole, nei limiti consentiti dalla legge, questo soggetto esagera: si invecchia tutti ma non tutti lo accettano e soprattutto non tutti maturano. La Mitica si è fatta un tattoo sulla mano, un cuore sul dito, insieme alla figlia di 14 anni e ha postato le foto con scritto “vero amore”. E qui il filtro ha tirato la prima crepa.

Pollyanna, fa categoria a sé; qui si può notare una sorta di evoluzione dei miei poteri, perché, se prima con soggetti appartenenti al genere perdevo il controllo e li insultavo, adesso come li individuo li evito. Caratteristica fondamentale della categoria è l’essere perennemente con il viso sofferente, la disgrazia sempre dietro l’angolo e l’avvoltoi sulla spalla. C’è chi crede che se di notte davanti allo specchio dici tre volte Pollyanna al contrario, lei appare e ti frantuma le palle tutta la giornata con le sue disavventure.

 

A pilates con i Pooh

Dopo un primo stop alla palestra, dovuto al viaggio a Londra, ne è seguito un’altro dovuto a una lieve forma influenzale, così stamani ho deciso di riprendere in maniera soft con del sano pilates.
Non essendoci la nostra maestra di fiducia convinco Anna a seguire il corso del maestro. Lei tituba, sostiene che sia noioso, con la voce deprimente, ma riesco ugualmente a convincerla. Arriviamo che ci sono già diverse persone e sinceramente dovrei farmi qualche domanda sull’età media dei presenti, ma sono troppo concentrata a preparare gli attrezzi.
Dopo un inizio molto classico parte con dei movimenti assurdi tanto che guardo Anna e le dico ” sorridi secondo me ci stanno riprendo di nascosto”. Demoralizzata dai movimenti assurdi (per intenderci sembravamo Totò quando faceva l’egiziano) mi concentro sulla musica e lì inizia la tragedia: si sono susseguiti per tutta la lezione di pilates Umberto Tozzi, i Nomadi, Laura Pausini, e quando è partita “Chi fermerà la musica ..”non ho resistito, ho guardato Anna e le ho detto “sono solo le 11 io un’altra mezz’ora non resisto, andiamo” e con eleganza, perché sono sempre convinta che ci fossero delle telecamere, siamo andate a casa.

Allenatori, politici e cantanti.

Agli Italiani non basta essere semplici tifosi, devono essere esperti conoscitori della materia, così oggi, oltre che allenatori e politici, sono tutti musicologi e profondi conoscitori del “panorama musicale italiano”. Da semplice amante dei “dissociati”, ho sempre avuto un debole per gli Urban Strangers. La vera grande delusione della serata sono stati Mika e Fedez perché quando si dice nudi, ci si presenta NUDI, non esistono mezze misure sulla nudità. E poi Cattelan che lancia l’immagine, che ha turbato  il mio fragile equilibrio,  di Mika  con l’unicorno ricamato sulle mutande; ma allora ditelo che ci volete male!

Vi prego rilassatevi e cominciate ad andare ai fornelli che dalla settimana prossima inizia MasterChef.

5f

Pena, Panico e sua Maestà

Dopo la delusione del binario 9 e 3/4, dopo aver capito che anche le regine invecchiano, che  non si può rubare la corona della regina, come hanno fatto i Minion, le aspettative sul castello della regina erano alle stelle. Sono rimaste abbastanza soddisfatte nel vedere Buckingham Palace, la recinsione con le punte d’oro le ha colpite a tal punto da sentire il bisogno di chiedere “ma la regina fa la cacca d’oro ?!”. Ad un tratto è arrivata una carrozza e la folla si è incuriosita, si sono spostati tutti per vedere chi c’era dentro, ma loro no “perché vedi mamma la luce in sala è accesa la regina è in casa!”. Tutto procedeva tranquillamente, fino a quando, Pena si volta, mi guarda, bianca come un cadavere e mi dice ” mi è caduto dentro il quaderno  e ora?”, “ora è della regina ! non penserai mica che si possa citofonare dicendo-si salve, Giovannetti da Livorno, mi può aprire?”. Passato l’attimo di terrore, appurato che nel quaderno non avesse scritto nomi e cognomi, abbiamo elegantemente fatto finta di niente e siamo andati oltre.

Buckingham%20Palace.jpg

Platform 9 e 3/4

La grande delusione del Binario 9 e 3/4. Capisco che non puoi far entrare le persone senza biglietto in stazione ma almeno rendi il passaggio per raggiungere l’espresso per Hogwart meno squallido. Pena e Panico le vere amanti della saga hanno iniziato da lontano a dire “ma cos’è quella schifezza?!?”, “quello non è il luogo giusto!”, ” quella è la bacchetta di Vooldemort e io non la tocco!”. Visto che,  una “bacchetta magica ” costa 25 sterline, fate pagare 5 sterline per entrare in stazione a fare la foto nel luogo esatto.

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