Non ho una bella opinione del Natale. Mi piace dal punto di vista estetico: gli alberi addobbati, le strade illuminate a festa sono belli da guardare, ma vince sempre il disgusto per il consumismo, i costi che lievitano misteriosamente, il perbenismo ed il significato religioso. Si sta creando un divario sempre più grande tra vincenti, coloro che possono permettersi di comprare regali e perdenti (coloro che appannano le vetrine sfavillanti con il fiato e vanno nei centri commerciali per scaldarsi o sentirsi meno soli ). Nelle strade, per negozi, girano individui per niente festosi, non sono pieni di amore e felicità bensi di acido. Hanno liste chilometriche da depennare, per accontentare bambini viziati e senza fantasia. 
Propongo, di seguito, una guida su come superare il Natale senza farsi troppo male.

Per prima cosa fare regali su Amazon così da evitare la folla festosa, maleducata ma profondamente felice per la nascita di un bambino nato fuori dal matrimonio.

Se non è possibile effettuare lo shopping online pensate che c’è chi sta peggio: ad esempio la commessa il pomeriggio della vigilia.

Cercare se possibile di non farsi invitare a mangiare da un parente che ama sperimentare gusti nuovi in cucina e propone abbinamenti da Buscopan.
Altro consiglio per sopravvivere a pranzi e cene in famiglia.

La zia ti chiede quando farai il maschio? Se ti ha regalato i contanti sii ragionevole, perdonala e considera che lei lo avrebbe sempre voluto, quindi non puoi rispondere “Zia dov’è il tuo?” che garantirebbe il silenzio sepolcrale dell’intero parentado e la cacciata dalla famiglia. Però considerando che la zia sicuramente è dura di orecchie lo puoi sussurrare magari tossendo, darà una lieve soddisfazione. 

Se proprio non riesci pensare che il Natale si festeggia una sola volta l’anno, attaccati alla bottiglia di rum, sembrerai un po’ Charles Bukowski, ma riuscirai a sopportare meglio tutto e tutti. 
 Che la forza sia con te!

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