Londra è sempre fantastica, anche se hai tre scimmie urlanti attaccate ai, diciamo, polpacci. Pena e Panico sono state meno devastanti di Agonia, prevedo infatti che sia stato l’ultimo viaggio insieme a noi. La cosa veramente sconvolgente è che si trova Gluten free ovunque. A Portobello Road c’è una catena, Hummingbird, che sforna dei cupcakes senza glutine, tutti decorati, in svariati gusti, che sono la fine del mondo. Quando Agonia ha chiesto se avessero dei cupcakes senza glutine e si è sentita dire “tutti”, le è salito un nodo alla gola che le ha fatto dimenticare l’inglese, ma non le buone maniere e ha risposto con un maccheronico “Graz”. Honest Burger è un altro locale dove alla solita domanda “avete qualcosa gluten free?” ti senti rispondere “tutto”e lí inizi a piangere e pensi a quella volta che in Italia hai fatto la stessa domanda in un ristorante e il cameriere ti ha risposto ” faccio fare un po di pasta in bianco?”. Un altro locale che merita di essere citato è Zizzi; noi abbiamo provato The Strand (zona centrale, vicino a Trafalgar Square). Da fuori non sembra un granchè, ma non appena si entra e si scende, è molto carino; sono stati molto scrupolosi: hanno un menù con tutti gli allergeni presenti nei vari cibi ed anche una serie di giochi da far fare ai bambini con tanto di pastelli a cera. Quindi il grande problema di cosa potranno mangiare le bimbe era solo nella mia testa. L’ostello il Clink78 è stato una vera e propria rivelazione. Pulito, curato, molto ricercato nelle aree comuni e spartano ma con stile nelle camera. siamo stati 4 giorni a far capire alle piccole l’importanza dell’integrazione, di come persone che provengono da paesi lontani, con religioni e costumi diversi dai nostri, possano vivere tranquillamente assieme. Questo almeno fino a quando non siamo tornati a Pisa.

 

 

 

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