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Ho sempre avuto il sospetto che l'amicizia venga sopravvalutata. come gli studi universitari, la morte o avere il cazzo lungo. noi esseri umani esaltiamo i luoghi comuni per sfuggire alla scarsa originalità della nostra vita. (Trueba)

Mese

novembre 2015

“Capra, capra, capra!”

Un post di Vittorio Sgarbi sulla pagina Facebook sta diventando uno dei più virali di sempre: “Capre che non siete altro, essendo sabato, invece di andarvi a rinchiudere in orrendi centri commerciali per comprare orrendi capi di abbigliamento realizzati in Cina, visitate un museo”(cit.).

Il mondo è pieno di Capre, per cercare di cambiare qualcosa bisogna lavorare sui bambini, a tutto tondo, perché se si insegna ad apprezzare il bello, l’arte in ogni sua forma, crescendo loro lo  ricercheranno sempre. In due righe vomita addosso  mondo Sgarbi,  come spesso accade, tocca temi caldi: vita sociale, gusto estetico, sfruttamento, ecologia, economia…

Proprio per non sentirmi Capra, organizzo spesso, per la famiglia visite guidate a musei, con laboratori didattici per le piccole, l’ultima mostra visitata è stata – Toulouse Lautrec Luci e Ombre a Montmartre – a Palazzo Blu a Pisa. La visita non ha risparmiato chicche e aneddoti degni di nota. Sofia, meglio nota come Pena, forte del fatto che la zia le aveva regalato il libro “ C’era una volta Henri….”di Daniela Sbrana, faceva la saputella, così, quando la guida dopo aver fatto notare l’aspetto fisico di Toulouse ha detto che morì giovane, lei se ne è uscita con un “…ma certo era malato di bassite..”. E da lì tutto in discesa. Durante il laboratorio hanno realizzato un cappello alla moda parigina dell’epoca.

Sempre per non sentirmi Capra, ma soprattutto per non far diventare le mie figlie delle Capre, boicotto le multi nazioni, cerco di comprare indumenti provenienti da paesi in cui non sfruttano i bambini, sono iscritta a GAS alimentari, preferisco il km zero e il biologico alla grande distribuzione, produco personalmente i saponi per lavatrice e lavastoviglie. Magari non salverò il mondo, ma vivo meglio sapendo che, seppure in piccola parte,  non contribuisco a distruggerlo. Ma questa è un altra  storia…..

 

 

#XF9

I preparativi erano quelli delle occasioni importanti, tutte le piccole belve lavate, pigiamate e sedute ai loro posti con l’ordine di fare silenzio, marito sistemato con vaschetta di gelato da mezzo chilo, ma solo gusti alla frutta per rimanere leggero e io seduta nella posizione del Fiore di Loto, pronta a raggiungere l’estasi grazie alle melodie e alla voce del maestro Franco Battiato. Smaniavo sul divano, non vedevo l’ora di lasciarmi trasportare dal super ospite Franco Battiato “lontano, sulle onde, via, via all’orizzonte ..” e invece… Dopo un iniziale stallo, il sistema ha iniziato a cedere: Pena&Panico contravvenendo all’ordine, hanno iniziato a parlare “ma è lui quello bravo che ti piace tanto?”, “ma ti piace perché canta o perché è antico?” e sinceramente non ho saputo cosa rispondere. A parte il fatto che forse ha anche stonato, mi chiedo: ma perché un uomo con tanto gusto, tanta sensibilità artistica, è arrivato a fare uno show così, diciamolo, deprimente? Perché veniva da chiedersi se sotto l’impalcatura dove era seduto non ci fossero bombole dell’ossigeno o kit per rianimazione. Sconsolata le mando a letto e proseguo la visione del talent in modalità adulto, concentrando le attenzioni su Mika e Fedez. Protagonisti della serata, come sempre, gli Urban Strangers, una via di mezzo tra Ed Sheeran e The Script, come mi ha fatto notare Raffaella: essenziali ma efficaci. Il resto della puntata l’ho trascorso nell’armadio di Mika a giocare con gli unicorni che vi abitano, sperando che venisse per un cambio d’abito e a quel punto…..Rapirlo.

Il Mago

“Bimbe, per favore, oggi andremo al battesimo della cuginetta, quando saremo in chiesa dovremmo  cercare di fare silenzio, ce la potete fare ?”,  i loro grandi occhini azzurri mi guardarono pieni di domande e infatti , eccole:  “cos’è un battesimo?”,  “cos’è una chiesa?” , lo confesso, le adoro,  così spiego che non è altro che una festa per la cuginetta, in un luogo dove le persone si ritrovano per pregare e stare insieme, annuiscono con la testa, sembrano soddisfatte. Forse questa volta me la sono cavata con poco, cosi le vesto, le pettino e via, come da copione arriviamo in ritardo. La cerimonia è iniziata da poco,  prendo un bel respiro ed apro il portone e lì nel silenzio causato dall’emozione del momento una delle due esclama ad alta voce “ Ma è bellissimo, guarda mamma c’è anche il mago!!” indicando il sacerdote. Quindi  ho sfoggiato il mio sorriso più smagliante e ho richiuso il portone.

Dei, Corrieri ed altri Demoni

badge2Quando un corriere ti ferma per strada e ti dice che c’è un pacco per te forse è il caso di farsi qualche domanda sulla quantità dei tuoi acquisti online…Ma forse era meglio se qualche domanda me la facevo anche in passato …. Ad esempio quando quasi venti anni fa quel bel ragazzo, mi ripeteva di stare tranquilla perché lui, aveva fatto un corso a scuola, ed era sicuro che così non potevo rimanere incinta… ecco anche lì forse avrei dovuto domandarmi quanto lui a quel corso fosse stato attento e soprattutto chi lo aveva tenuto il suddetto corso perché secondo me a vedere poi come è andata a finire o il ragazzo dai bicipiti fantastici si era addormentato, ma ci credo poco visto l’argomento, o era iper-eccitato e quindi si sa, che all’uomo se il sangue serve per far sta su il pene, non può ossigenare i neuroni, o, ipotesi più plausibile il corso si era tenuto nei bagni della scuola con dimostrazioni teorico pratiche mal interpretabili.
Tante storie iniziano proprio da lezioni non capite alcune sopravvivono altre finiscono in catastrofi … all’incirca dopo quasi un anno da quel episodio di fiducia mal riposto mi ritrovo in un ospedale a cercare di mettere al mondo una bambina che per similitudine e somiglianza verrà ricordata con il nome di Agonia, dopo circa otto anni ripeto l’errore ma questa volta lo miglioro e ne faccio due assieme, le tenere Pena e Panico.
Tornando all’argomento centrale cioè lo shopping online, invenzione paragonabile a quella del fuoco, per me è come una religione deve essere praticata con metodo e passione, la mia è una missione per salvaguardare e proteggere la categoria dei corrieri i moderni Hermes, senza ali ai piedi ma con quattro ruote e un furgone bello capiente.
Chissà, poi, se quel corriere ha letto nel mio sguardo tutto lo scompiglio che ha creato nella mia testa e, perchè no’, magari ha iniziato anche lui a farsi delle domande.

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