Più che la regina dei fornelli, sono la dea dell’arte dell’arrangiarsi, quindi  capirete il mio dramma quando la celiachia mi ha battuto per tre a zero. Sì, perché su tre figlie, tre sono celiache. Mi si è aperto un mondo, o per meglio dire,  un mondo mi ha aperto il cranio. Dopo un iniziale fase di smarrimento, le cose sono migliorate, sia perché non sono io che ho trasmesso la mutazione, ma mio marito, sia perché non ci sono alternative. La celiachia è tornata, recentemente a far parlare di sé,  in seguito al servizio della trasmissione Report. Report è una di quelle trasmissioni che non sai mai se schedare come “il miglior modo di finire la settimana” o “il peggior modo di iniziare una nuova settimana”. Fatto sta che quella domenica non ho guardato il servizio sulla celiachia;  il lunedì vengo travolta da una serie di commenti,  fatti su FB, da celiaci  scandalizzati dal pezzo andato in onda. Vado sul sito di Report,  guardo il servizio  e lo trovo preciso, reale, per niente fuorviante;  fatico a capire tutto il clamore sollevato, sarà che io è da anni che trovo vergognoso far pagare 250gr di pasta anche 6 Euro, che faccio notare come i vari alimenti siano strapieni di zuccheri o additivi, che i buoni servono solo per far arricchire la grande distribuzione e qualche politico a Roma. Non ho mai permesso alle mie figlie di sentirsi malate,  diverse sì, non tanto perché non possono ingerire glutine, ma perché così è il mondo, così è la vita, siamo tutti diversi c’è chi ha gli occhi azzurri, c’è chi ha i capelli lunghi e chi è celiaco, non dobbiamo fare un dramma per una cosa che è facilmente arginabile. Non voglio sminuire la celiachia, perché so quanto è difficile,  ma vi assicuro che ogni volta che vado al Meyer per un controllo penso ” che fortuna che sono celiache”.

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