Un post di Vittorio Sgarbi sulla pagina Facebook sta diventando uno dei più virali di sempre: “Capre che non siete altro, essendo sabato, invece di andarvi a rinchiudere in orrendi centri commerciali per comprare orrendi capi di abbigliamento realizzati in Cina, visitate un museo”(cit.).

Il mondo è pieno di Capre, per cercare di cambiare qualcosa bisogna lavorare sui bambini, a tutto tondo, perché se si insegna ad apprezzare il bello, l’arte in ogni sua forma, crescendo loro lo  ricercheranno sempre. In due righe vomita addosso  mondo Sgarbi,  come spesso accade, tocca temi caldi: vita sociale, gusto estetico, sfruttamento, ecologia, economia…

Proprio per non sentirmi Capra, organizzo spesso, per la famiglia visite guidate a musei, con laboratori didattici per le piccole, l’ultima mostra visitata è stata – Toulouse Lautrec Luci e Ombre a Montmartre – a Palazzo Blu a Pisa. La visita non ha risparmiato chicche e aneddoti degni di nota. Sofia, meglio nota come Pena, forte del fatto che la zia le aveva regalato il libro “ C’era una volta Henri….”di Daniela Sbrana, faceva la saputella, così, quando la guida dopo aver fatto notare l’aspetto fisico di Toulouse ha detto che morì giovane, lei se ne è uscita con un “…ma certo era malato di bassite..”. E da lì tutto in discesa. Durante il laboratorio hanno realizzato un cappello alla moda parigina dell’epoca.

Sempre per non sentirmi Capra, ma soprattutto per non far diventare le mie figlie delle Capre, boicotto le multi nazioni, cerco di comprare indumenti provenienti da paesi in cui non sfruttano i bambini, sono iscritta a GAS alimentari, preferisco il km zero e il biologico alla grande distribuzione, produco personalmente i saponi per lavatrice e lavastoviglie. Magari non salverò il mondo, ma vivo meglio sapendo che, seppure in piccola parte,  non contribuisco a distruggerlo. Ma questa è un altra  storia…..

 

 

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